Diario di viaggio: Ukraina! (parte prima)


Rieccomi a raccontare un nuovo viaggio, l’ennesimo, fatto a modo mio, con il solito zaino in spalla, con la solita estrema cura alle spese e cercando vie alternative di viaggio e turismo consapevole e non di massa, per far sì che alla fine si possa raccontare di un viaggio e non di una vacanza organizzata.

Ecco com’è andata…

Martedi 16/10/2012

Partenza da orio con sole e caldo, in attesa del volo sedendomi ad accogliere i benevoli raggi solari, arrivo a destinazione, bratislava, accolti da una fredda pioggierellina. In bus arrivo in centro e mi metto alla ricerca dell’ostello, un palazzone che mi ricorda più i dormitori studenteschi dell’est nella sua struttura. Ma il prezzo è il migliore che ho trovato.

Nella hall c’è un gruppo di giapponesi che impegna la receptionist per una buona mezz’ora mentre io avrei voglia di lasciare lo zaino e sbrigare l’acquisto del biglietto del treno che domani mattina mi porterà a Brno. Un pò di pazienza e ci siamo.

Dopo il biglietto vorrei mangiare qualcosa, sono indeciso se trovare un ristorante vegetariano a bratislava o comprare qualcosa al supermercato.

Vado per la seconda opzione, in ostello, al piano sotto hanno una bella sala computer con tavoli ed anche un pub dove suonano del jazz. Mangio velocemente il formaggio locale accompagnato a delle olive e dei panini.

In camera faccio conoscenza con un ragazzo indiano di famiglia pakistana, poi un gruppo numeroso di spagnoli, che come sempre, sono casinisti quando parlano. Chiedo di abbassare la voce perchè vorrei dormire e si comporteranno molto educatamente, anche al ritorno in piena notte. Fossero tutti così negli ostelli…

Mercoledi

Sveglia al mattino presto, verso le 6, ancora rintronato provo a fare colazione con dello yogurt bianco, che però faccio goffamente spargere ovunque e soprattutto sul mio cellulare…se il buon giorno si vede dal mattino…

Dopo una veloce doccia raggiungo la stazione ferroviaria a piedi e mi metto a riposare un pò nel treno, puntando la sveglia, per evitare di addormentarmi troppo profondamente e mancare la stazione d’arrivo, come avevo rischiato qualche settimana prima…

Una volta arrivato a Brno, mi sembra strano dover andare in ostello, dopo averci vissuto per 3 anni. Ma così è la vita.

Ne approfitto per pranzare al mio ristorante bio preferito di Brno, lo Spirala. Dopo pranzo, bello pieno, vado a riposarmi un poco per poi uscire in serata.

In tarda nottata rientro a piedi all’ostello fleda, prima di andare a dormire ho voglia di mangiare qualcosa ed il kebab proprio di fianco fa al caso mio. Guarda caso entrano con me due uomini, italiani, sulla 50ina, che parlano in ceco mentre ordinano. Scopro che sono i pionieri della comunità italiana in città, vivendoci da quasi 25 anni…Ed io che pensavo di essere uno degli italiani storici, solo per venirci da quasi 10 anni!

In camera non faccio in tempo a chiudere gli occhi che l’incubo di ogni ospite di ostello si materializza ai miei occhi…Due ragazzi ubriachi entrano in camera, parlando ad alta voce ed in preda ai fumi dell’alcool. Per tutta notte sarà un continuo chiacchierare, svegliarsi, fare rumore, andare in bagno, accendere la luce. Fuck it!

Giovedi

Ancora distrutto dalla nottataccia mi metto in comunque in moto, faccio un giro alternativo, passo di fianco al parco luzanky e raggiungo il vecchio stadio di calcio di Brno, ora in abbandono, poi giro per le belle case del quartiere e raggiungo il centro per ora di pranzo. In serata vedo degli amici.

Venerdi

Lascio la camera in tarda mattinata, incrociando le belle ragazze russe con cui l’ho condivisa la notte precedente. Si sono divertite in centro, dicono che Brno è bella e perfetta per divertirsi.

In reception c’è una bellissima ragazza, le lascio le chiavi, mi sorride e mi chiede se sono stato bene in ostello, dovrei dirle che è troppo caro per la pulizia con cui è tenuta la vecchia camera, che è rumoroso, che gli ospiti della prima notte non mi hanno lasciato dormire…ma i suoi occhi non mi stregano e vado via come se fossi stato nel migliore albergo del mondo. Dopo una giornata trascorsa con altri amici alle 23 mi dirigo verso il grand hotel, ho un bus per Kosice, in slovakia, viaggierò tutta notte, fino alle 6 del mattino…vi lascio immaginare con che comodità.

Sabato

Per fortuna i bus dellastudent agency sono di ottima qualità e comfort.

Alla stazione dei bus di kosice compro il biglietto del bus delle 6.45 per Uzhorod, una cittadina ukraina appena dopo il confine con la slovakia, tanto che per decenni è appartenuta alla vecchia cecoslovacchia. Per poche decine di km il vecchio bus impiega 3 ore, compresa la sosta obbligatoria alla dogana, dove ci controllano i passaporti.

La tizia in divisa ukraina pensa bene di parlarmi solo nella sua lingua locale, tenendo in mano il mio passaporto che attesta che sono italiano…lo fa anche con faccia tosta, finchè non percepisco che vuole sapere dove andrò, le dico qualche meta e mi ridà il documento.

Subito dopo il confine arriviamo in città, non ho la minima idea di dove sia l’ostello che ho prenotato, il five flags.

Le strade ukraine non riportano alcuna indicazione del nome delle vie, i caratteri sono cirillici e nessuno parla inglese, dei grossi tubi scuri accompagnano tutto il marciapiede…Perfetto!

Mi armo di pazienza, sono stanco ma devo farcela, entro in un internet cafè sperando parlino inglese, ma niente…provo comunque a chiedere il nome della strada e mi dicono qualcosa facendo dei gesti. Arrivo vicino una chiesa e svolto per una strada sterrata, stanno facendo dei lavori, la percorro tutta e raggiungo un ponte. Finalmente sono nella parte storica della città e vicino all’ostello.

Quando lo trovo scopro che sarò l’unico ospite, avrei preferito qualche compagnia per divertirmi quel sabato sera ma sono anche distrutto dai giorni precedenti senza aver dormito molto. Vorrei mangiare qualcosa ma non trovo altro che una ‘pizzeria’ dove nessuno parla inglese e addento una orribile margherita. Ora ho solo voglia di riposarmi, esco e giro un pò per il centro, dove noto che tutte le ragazze sono bellissime e vestite come se andassero ad una sfilata di moda, tacchi altissimi, minigonne molto mini…che spettacolo!!!!

Nel pomeriggio passeggio sul lungo fiume, osservando le numerose coppie di giovani con figli, si vede che essendo un piccolo centro ad i giovani non rimane che farsi una famiglia. Le belle ragazze in tenuta da ‘combattimento’ sono sempre tantissime e la testa gira in continuazione a destra e sinistra. Decido di mangiare qualcosa di serio e sostanzioso, visto che non lo faccio da tanto, ma non è facile farsi capire e comunicare con i locali, sono fortunato a sapere un pò di ceco.

Uzhorod è una città di confine, molti sono di origine ungherese, come la ragazza che lavora nell’ostello, altri slovacca.

In serata decido di rinunciare alla fiesta, restandomene in branda a leggere un ottimo libro consigliatomi dal fedele Dani e che ben si presta al viaggio; Educazione siberiana, del giovane autore Lilin. Il libro mi prende e mi tiene ottima compagnia, non facendomi rimpiangere di essere rimasto dentro invece che a respirare il fumo di sigarette in qualche pub sconosciuto.

Domenica

Mi alzo presto, riposato dalla buona e sana dormita e mi metto alla scoperta della cittadina, visito il castello ed il lungo fiume in una direzione diversa da quella del giorno precedente.

Mi imbatto nel suono di alcuni altoparlanti, ma questa volta non sono le fastidiose melodie che ieri avevano accompagnato le campagne elettorali dei partiti (sono stato in ukraina durante le loro elezioni).

Mi avvicino e scopro che in un campo d’atletica attrezzato, dei ragazzi si stanno esercitando a corpo libero, di domenica mattina…

Rimango una buona ora ad ammirarli, credo che l’occidente sia sempre più decadente anche perchè non ha la cultura dello sport, dell’esercizio fisico. Devo rientrare in ostello a prendere il mio zaino, verso le 15 ho il treno per Lviv e vorrei mangiare qualcosa di buono prima della partenza. Purtroppo il ristorante consigliatomi è pieno, vado via scontento e mi rimetto alla ricerca della stazione dei treni e di un ristorante vicino, ma non trovo niente se non una locanda molto triste, dove consumo un veloce pranzo prima della partenza. L’acquisto del biglietto del treno è più complicato di quanto credessi.

Non mi basta citare il nome della destinazione, L’viv, la signora alla cassa mi chiede altro in incomprensibile ukraino, lei non parla inglese. Per fortuna un ragazzo del posto mi aiuta. Con poco meno di 5€ ho un posto assegnato, una cuccetta, per 6 ore di viaggio.

Faccio un giro nella sorprendente bella stazione, con marmi e lampadari di classe, sale da thè e perfino dormitori. Il treno è lunghissimo, arriverà fino a Kiev, percorrendo quasi un migliaio di km in una decine di ore. Ogni carrozza ha un addetto che controlla il biglietto e gestisce tutto durante il viaggio.

Nella mia carrozza c’è una pimpante signora sulla tarda trentina…mi dice dove è il mio posto, scopro che ho il lettino superiore, ma è solo pomeriggio. Alla partenza del treno faccio conoscenza con una ragazza che parla inglese e ci teniamo compagnia per molto, mi racconta di come funziona il treno, del suo paese, mi chiede del mio viaggio.

Anche lei, Juliana, scenderà a L’viv ed addirittura andrà nella stessa direzione dove si trova il mio ostello, facendomi vedere come fare. Sul treno ci sono un gruppo di ragazzi che presumibilmente giocano a basket, lo deduco dal fatto che sono tutti alti ed hanno l’abbigliamento tipico. Il treno è vissuto come una casa in movimento, il bagno in comune, i letti, il corridoio, gente che si cambia, letteralmente, appena salita sul treno, per mettersi comoda, possibilità di bere thè caldo portato dalla formosa signorina capo vagone…Mi divido tra una bella conversazione con Juliana e l’interessante libro mentre il treno percorre il bellissimo paesaggio dei monti Carpazi in una bellissima giornata di sole fine autunnale. L’arrivo a destinazione è alle 21.40

Prendiamo un minibus, trasporto pubblico che ho imparato ad apprezzare nel corso dei seguenti giorni. Veloce, economicissimo e pieno di vita autentica. Sembra un pò un bus arabo, con il cruscotto tappezzato di tappetini, tanti colori varii ed un casino diffuso.

Si paga 2 Grivna, la valuta locale, qualcosa come 20 centesimi di €…In 10 minuti raggiungo l’ostello Old ukrainian home, prenotato via email dall’italia. La ragazza all’ingresso è simpatica e mi riempie di info sulla città, dandomi una mappa. Dopo una doccia ed un thè caldi, mi sistemo in branda, pronto alla giornata successiva.

Lunedi

In mattinata sbrigo delle formalità, chiedo di poter usare la lavatrice in ostello, è gratis e questo è un punto a favore di questo caratteristico ostello, a 5 minuti dal centro di L’viv. Gli interni sono tipici, oggetti locali appesi, un bel giardino alle spalle, ampia cucina in comune, insomma non male per 9€ al giorno. Faccio anche conoscenza con uno strano personaggio.

Sono in cucina, dove tutto è a disposizione degli ospiti, anche the e caffè solubile, mentre mi preparo una tisana, prendo un pezzo di carta mani da un rotolo sul ripiano…Non l’avessi mai fatto! Il tizio seduto in cucina, mi dice in inglese ‘cosa fai? quello è mio?avresti potuto chiedermelo prima di prenderlo!…’ Sorpreso, ma lui insiste, spiegandomi che lui si compra anche la carta igienica non usando quella dell’ostello (che in effetti è un lontanissimo parente dei 10 rotoli di ‘morbidezza’…) ed altre cose che sto poco ad ascoltare.

Quando poi mi dice che è americano, ho un motivo in più per tagliare nettamente la conversazione. Alle 12 vado nella piazza del teatro dove inizierà il free walking tour, il miglior modo per visitare una città! Oltre a me si presenta un ragazzo brasiliano ed iniziamo a girare i punti più importanti della città ed a conoscerne la sua storia, i quartieri del centro, i principali monumenti…

Scopro così che L’viv in italiano e leopoli, la città dei leoni, in ukraina famosa per il caffè e la cioccolata, per anni in concorrenza con krakovia su quale fosse la più bella ed artistica, così da somigliarle molto, con la piazza del mercato, le vecchie stradine di porfido, il quartiere alternativo ebreo…Dopo due ore di tour lascio una mancia alla guida e mi faccio indicare dove mangiare, chiedo se anche qui c’è il ‘milk bar’ come in polonia. Il brasiliano, Cristiano, si unisce a me per il pranzo, ci facciamo compagni a e ci conosciamo meglio.

Abbiamo molto in comune. Entrambi viaggiamo da soli ed in maniera alternativa e lowbudget, lui viene dalla romania, dove per risparmiare ha attraversato a piedi il confine e preso il treno dalla prima cittadina ukraina.

Anche lui ha vissuto in rep ceka, a praga, per cui spesso ci scambiamo ricordi ed impressioni di questa meravigliosa nazione.

E’ di porto alegre, il suo viaggio è iniziato ad istanbul, poi bulgaria, (ecco un’altra cosa in comune, anche io sono stato li ed ho degli amici bulgari di Plovdiv), romania e dopo l’ukraina andrà in polonia e rep ceka, prima di ritornare in brasile.

Dopo il pranzo vaghiamo ancora in centro, rifacendo il giro, quasi a metabolizzare quanto ci era stato raccontato, fare qualche foto con più calma, poi ci salutiamo e ci damo appuntamento alle 19. Cristiano in romania ha conosciuto una ragazza speciale.

Una buona e socievolissima persona, che lo ha aiutato a raggiungere l’ukraina nel modo migliore e meno costoso, dandogli anche dei contatti di sue amiche a L’viv. Alle 19 incontriamo due di loro, che ci fanno da angeli custodi e guide private, portandoci in giro per il centro e per locali, tra i quali una specie di bunker antirusso…

All’ingresso una persona con abiti militari ed un mitra ci chiede la parola d’ordine, poi ci da uno shot di vodka al miele, scendiamo ed il locale è pieno di gente, certo turistico ma molto suggestivo. Non chiude mai!!!!!

Mangiamo qualcosa e beviamo, mentre facciamo conoscenza con le due ragazze, mentre tutto ciò accade si sentono dei rumori, poi un tizio esce con un bustone enorme e dice qualcosa, tutti ridono…ci viene detto che è una scenetta ripetuta spesso, li dentro vogliono far credere ci sia qualche russo impostore. Dopo il ‘bunker’ andiamo in giro, è una serata di leggera nebbia che accresce il fascino della città.

Ci portano nel locale ‘house of legend’ dove ogni piano è tematico, saliamo fino al tetto dove è posta una vecchia auto, insomma molto suggestivo. Entriamo anche in un bar e piccolo museo del caffè sotterraneo e tanti altri posti carini e pittoreschi. Dopo un paio d’ore salutiamo le due ragazze che dovendo lavorare il giorno dopo devono tornare alle loro abitazioni. Con cristiano ci diamo appuntamento per il giorno dopo.

Martedi

La giornata non è bella come la precedente, non piove ma non c’è sole. In mattinata l’emericano che tiene molto alle sue cose, si presenta e scusa per essere stato troppo duro il giorno prima, si chiama walter, pronunciato ‘uolter’.

Mi spiega la sua vita, dicendomi che è malato di cancro, dato per spacciato dai medici circa un anno fa, gli avevano dato 1 mese di vita.

Lui ha lottato per sopravvivere, abbandonando le cure classiche, rifiutando la chemio e venendo in europa.

In particolare in polonia, dove però può stare solo 3 mesi, a causa della scadenza del visto, per cui ogni tanto deve trascorrere dei giorni in ukraina, a L’viv, che è abbastanza vicina al confine con la polonia. Si cura solo con prodotti naturali.

Impacchi di aglio e patate biologiche sulle ferite, mangia solo biologico, usa la mascherina per non respirare smog ed aria viziata.

Mi chiede di non usare il deodorante spray, dicendomi che è pieno di prodotti chimici che infettano il nostro corpo, e da quel momento in poi, faccio anche a meno di questo prodotto.

Mi racconta di come i dottori continuano a darlo per spacciato e di come, secondo loro, dovrebbe essere già morto, e mi mostra fiero come i suoi melanomi maligni, sulle gambe e su altre parti del corpo, siano ridotti rispetto ad un anno fa.

Mi trovo d’accordo sul suo preferire i prodotti naturali alle medicine e questo me lo fa risultare più simpatico. Lo saluto, dovendomi incontrare con cristiano il brasiliano. Rifacciamo un giro in centro, decidiamo di salire sulla torre centrale, 400 gradini…ma il paesaggio dall’alto della città ripaga della fatica. A pranzo andiamo ad un locale consigliato in ostello, il Pusata hata.

Ecco, se non sapete parlare ukraino, se non volete spendere molto, se ODIATE il mecdonad e altre porcherie simili, questo è il posto che fa per voi! Con pochissimi euro si mangia bene e si gode della vista delle bellezze locali…giovani universitarie e lavoratrici che scelgono questo posto, ad ogni ora del giorno. E’ un fast food, dove si gira con il vassoio tra gli stand con le portate, a vista, per cui si sa cosa si mangia. E’ un posto molto comodo anche per bersi una birra veloce o per un thè con torta a pomeriggio.

Le ragazze a L’viv, ad essere sincero mi hanno colpito meno di quelle di Uzhorod, ma nella media è indiscutibile che le ukraine siano molto carine. Dopo pranzo voglio vedere la fabbrica di cioccolato, dove compro alcune barrette buonissime.

Purtroppo non siamo in grado di capire dove sia lo stadio di calcio, che sia io che cristiano vorremo visitare, giusto per curiosità.

In una piazza noto gruppi di persone raccolti a guardare altri giocare a scacchi.

In serata ci vediamo ancora con altre ragazze presentate a cristiano da questa ragazza rumena, ancora una volta sono simpaticissime e disponibili a mostrarci la città, anche se è evidente che tutto si riduce al centro che ormai già conosciamo.

Propongo di vedere il ‘Mazok’ ovvero un locale che si ispira all’ideatore del genere ‘masochista’ che era proprio di qui.

Il locale è turistico, quindi un pò caro e pittoresco, lettini con catene e manette, tacchi a spillo sul menu, video ed immagini espliciti (ma non volgari), degli avventori vengono frustati (dai rumori e dalle urla direi veramente…) dai camerieri.

Rimaniamo con piacere in compagnia delle due ragazze, raccontandoci a vicenda le nostre vite e sogni, finchè anche per loro non si fa l’ora del ritorno a casa.

Mercoledi

Lascio lo zaino in ostello, visto che ho il treno per Dnipropetrovsk in prima serata. Mi aspetta un lunghissimo viaggio, 18 ore, per andare a vedere la partita di euroopa league del Napoli. Ho prenotato il biglietto dal sito internet delle ferrovie ukraine, in maniera comoda e veloce (ed economica!). Con cristiano mi incontro al solito pusata hata.

Anche lui parte oggi, andando a wroclav, in polonia, mangiamo ed ammiriamo le solite belle avventrici del locale, poi ci salutiamo.

Torno in ostello, non prima di aver comprato della cioccolata da portare ad una ragazza di couchsurfing, che mi ospiterà venerdi sera, a Dnipropetrovsk. A piedi vado verso la stazione dei treni, camminando per vie trafficate e poco turistiche.

Ho già in mano il biglietto stampato da casa, ma scopro che devo farmi rilasciare comunque il formato classico del biglietto, da una delle casse. La stazione è piena di gente, non capisco molto delle tante insegne in cirillico, ma per fortuna trovo una cassiera simpatica e che parla un minimo di inglese.

Mi dirigo al binario del mio treno e la capo vagone e di nuovo una signora sulla quarantina che si tiene in forma…anche se mi risulta antipatica ed acida. Prima della partenza faccio in tempo a notare alcune stranezze della stazione, un gruppo di uomini che raccoglie qualcosa dai binari, tutti in fila indiana e con pettorine colorate e poi il chiosco sul binario, che oltre ai classici snack e bevande, vende anche coscie di pollo e salsiccie… Sul treno mi sistemo nella mia cuccetta, sono proprio in fondo, di fianco al bagno e l’odore che ne esce è nauseabondo…

 

A terra, nel lungo corridoio del vagone, c’è un tappeto, che credo non sia mai stato sbattuto, nè pulito, almeno dal ’92, anno di indipendenza dell’ukraina. Anche nello scompartimento c’è un tappeto a terra che mi inquieta per l’odore che emana.

Saranno 18 lunghissime e sofferte ore di viaggio…La partenza è alle 17.30 circa e l’orario di arrivo è alle 11.30 del mattino seguente.

Mi sistemo il lettino, sono ancora sopra e mi sdraio per leggere, fino alle 22, quando ad una fermata salgono 3 ragazzi, parlano ad alta voce e sistemano le loro cose, un vecchio che li accompagna mi porge la mano dicendomi qualcosa, gli dico che sono italiano e mi presento. Italiano?????

Attiro la curiosità del trio, che mentre guarda la partita di champions della dinamo kiev su un cellulare, inizia ad informarsi su di me.

Il caso vuole che il motivo del nostro viaggio sia lo stesso. Andiamo tutti a vedere la partita di domani!

Iniziano prendendomi in giro, dicendo che loro vinceranno etc etc…Poi iniziano ad offrirmi da bere, vodka, io per alcuni problemi avuti a brno dovuti al troppo alcool, sarei per rifiutare, ma loro insistono e non posso deluderli.

Iniziamo con il primo giro con brindisi, si mangia mentre si beve, mi porgono un cetriolo sott’olio, visto che sono vegetariano e loro quasi non capiscono cosa voglia dire, mentre addentano coscie di pollo, salami ed altri grassi e grossi manicaretti.

I bicchieri sono vuoti e si va di secondo giro, cerco di tirarmi indietro, ho paura che la colite mi colga proprio durante il viaggio e sul treno con il peggior cesso di tutta l’ukraina (cit. trainspotting), ma mi dicono che almeno un’altra la devo bere.

Mi onorano del secondo brindisi, soprattutto dopo che hanno saputo la strada che sto percorrendo per andarmi a vedere la partita.

Respekt! Mi dicono alzando i bicchierini!

Loro tifano dinamo kiev ma scopro che c’è amicizia con la squadra del dnipro ed i suoi tifosi, parliamo quindi di calcio e tifo, scoprendo le mie carte…🙂 A questo punto non posso rifiutare il terzo giro di vodka, perchè bere pari porta male, e poi anche il quarto perchè è dedicato alle belle donne e poi arriva il quinto, per il solito motivo che bere pari porta male.

Decido di fermarmi, anche uno dei tre, che aveva già bevuto dal mattino, va a dormire, nella branda sopra, di fianco alla mia, mentre gli altri due giocano a carte, un gioco molto popolare in russia.

Io saluto e chiudo gli occhi, tra una cosa e l’altra, tra un brindisi ed una conversazione in inglese stentato, si sono fatte quasi le 3.

…segue seconda parte

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Czech Beer Blog

News from Czech beer scene plus some more stuff. Na zdravi!

Lola Ivana

Around the world

abitofculture

Travel writing and top tips

Ljubljana and me

Glimpses,photos & experiences of a foreigner living in Slovenia, Ljubljana

Central Station

how to find a fancy coffee or two in Central Europe

Euro Trip

Dedicated to independent explorers, backpackers, budget travellers…

Postcards from Bohemia

- sending lots of love from .... -

Alison's Adventures

I'm not a tourist, or even a traveller - I'm a backpacker.

Beyond Lisbon

Experience Portugal... beyond Lisbon!

PragueByKaty

How I see the beautiful city of Prague and surroundings.

eriswell

Everyday life of a polish girl in West Sussex county

Budget Euro Tours

Dedicated to independent explorers, backpackers, budget travellers…

%d bloggers like this: