Viaggio in Ukraina (parte seconda)


Giovedi

Dormire in treno, seppure su una cuccetta, non è comodissimo, se poi le altre persone nello scompartimento sono ukraini ubriachi, che giocano a carte commentando vincite e sconfitte, russando ubriachi, lo diventa anche meno.

Al mattino verso le 8, quello di fianco a me, decide di alzarsi e fare le telefonate più lunghe e rumorose che abbia mai ascoltato, tant’è che dallo scompartimento di fianco iniziano a bussare ed urlare qualcosa.

Alle 10, dopo che la sveglia era suonata almeno una decina di volte inascoltata, si svegliano anche i due sotto.

Con i ragazzi usciamo dal treno, aspettano qualcuno ed hanno delle grosse borse di plastica da consegnare, mi offrono di andare in auto con chi arriverà, fino al mio ostello, poi di andare a mangiare qualcosa con loro, ma preferisco salutare ed andare a cercare la mia sistemazione, sono anche molto stanco.

Sasa (leggasi sascia) mi dice che vuole darmi una sim ukraina, la va a comprare e mi spiega come fare, mi lascia il suo numero e mi dice che in qualsiasi occasione posso chiamarlo se ho bisogno. Non ci credo! Gentilissimi!

Trovo l’ostello salendo sul tram nr. 1 dalla stazione dei treni, la gente sul tram mi guarda incuriosita, il biglietto costa 1.5 grivnie, poco più che 10 cent di €…chiedo info sull’indirizzo che mi serve, molti si offrono di spiegarmi come arrivare, ma non in inglese…

Un signore mi chiede se sono li per la partita, gli sorrido e faccio capire di si. Scendo alla fermata Lenina, vicino al Lenin prospekt, seguo le indicazioni sbagliate e faccio centinaia di metri di strada sbagliata, sarà la stanchezza, non riesco ad orientarmi.

Passo davanti ad un enorme statua di lenin, la via principale si chiema karl marksa…

Insomma mi sembra di essere tornato nel passato, nella vecchia unione sovietica, se non fosse che è pienissimo di centri commerciali, di insegne luminose pubblicitarie, di maxi schermi, di brand famose…Una volta in ostello, il fish andrej, vengo portato in camera ed ho una bruttissima impressione. La camera non ha finestre, non ha luce, ci sono 3 persone che dormono dentro, eppure girando il resto della struttura mi rendo conto che è molto bella, nuova, pulita e arredata benissimo.

Si rivelerà il migliore ostello da me mai visitato. Si respira un’aria giovane, è questo è normale, ma anche molto artistica, sono esposti pezzi di artigianato locale, due ragazze stanno dipingendo le pareti con pennelli.

Nel primo pomeriggio vado a prendere alla stazione dei bus due amici arrivati da Napoli per il match, per andare li prendo il minibus-mashotka (o qualcosa del genere), che è un’epserienza unica!!!!

L’autista ha un cellulare in mano e parla, con l’altra guida, prende i soldi, da il resto, cambia marcie e stazione radio…Tutto mentre la gente urla dove vuole scendere, visto che non esistono fermate, si può fare un cenno dalla strada ed il bus si ferma per farti salire e per scendere vale lo stesso discorso. Quando si sale, si prende posto, poi si passano i soldi a chi ti sta davanti, mi sembra come le ‘catene’ che si facevano quando ero ragazzino a scuola, per passarci qualcosa tra i banchi. Rimango sorridente a guardare il tutto.

Alla fermata, tra decine di bus, gente che vende di tutto, cani randagi che si mordono, cerco di capire dove arriverà il bus da kiev con i miei amici, ma nessuno mi capisce in inglese. Due sbirri mi fermano e chiedono i documenti, vogliono vedere il passaporto, uno mi chiede se sono li per la partita…Con un pò di ritardo arrivano L e A., ci raccontiamo le nostre incredibili avventure di viaggio, poi un ragazzo che ha viaggiato con loro in bus ci offre un passaggio in auto. Grandi sti ukraini!

Andiamo in ostello per vedere se hanno un posto per loro, partiranno domani mattina prestissimo, sono fortunati. Doccia e poi veloci a mangiare qualcosa, sono quasi le 16 e non mangio da un giorno. Li porto al pusata hata, con poco mangiamo abbondantemente e recuperiamo energie.

Ora mi tocca andare a fare il biglietto per stasera, andiamo verso lo stadio, saranno quasi le 19, 3 ore prima del fischio d’inizio, ma c’è già gente. Prendo un biglietto per un settore di casa, sperando che mi facciano entrare nel settore ospiti. Costo 90 grivnie.

Torniamo in ostello a riposarci un pò e notiamo che è pieno di belle ragazze che continuano a girare nella sala comune, leggendo, giocando a giochi da tavola, bevendo caffe. Mi contatta una ragazza che mi ospiterà il giorno dopo tramite couchsurfing, mi dice che ha un biglietto dello stadio per me e che mi viene a prendere…hazz! io ho già il biglietto! e poi sono con i due amici e dobbiamo andare nel settore ospiti!

Spiego la situazione e ci muoviamo, è sera, nei pressi dello stadio, visto che siamo in tre e vorremo evitare di fare ‘brutti incontri’, prendiamo un taxi che ci accompagna fuori al settore. Alla fine saremo una 50ina…tristezza! ma come?! i famosi tifosi italiani non sanno dov’è l’ukraina?! troppo facile andare in 3000 a londra e poi non presentarsi a dnipro!

Nello stadio ci sono più poliziotti di scorta che noi…la gente dagli altri settori ci guarda incuriosita, qualcuno ha simpatia per noi, altri molta meno. Dopo 1 minuto loro hanno già segnato, prima della fine del primo tempo, siamo sotto di due reti e presto anche di 3.

Insomma non una bella partita per noi, mentre i tifosi di casa si divertono, qualcuno prende in giro, ma a fine partita in molti ci vengono a salutare, fotografare ed una bella ragazza ci vuole regalare la sua sciarpa, le vado incontro per ringraziarla, la sciarpa la prende un giovane venuto da Napoli.

Usciamo e siamo alla ricerca nuovamente di un taxi, anche se io vorrei, ora, andare a piedi, accompagnamo un ragazzo al suo hotel e poi passeggiamo fino al nostro ostello, che continua ad essere pieno di bella gente. Rimango a parlare con gli amici fino a tardi, domani partiranno e chissà quando li vedrò la prossima volta.

Venerdi

Sono in attesa di incontrare la ragazza di couchsurfing, in serata, dopo il suo lavoro, nel frattempo mi rilasso nel bell’ostello, andando a mangiare qualcosa e poi a ricaricare la scheda telefonica ukraina. Mi viene detto che si può fare in banca, entro ed aspetto in fila, ma quando è il mio turno scopro che non eseguono l’operazione…in ukraino…per fortuna un ragazzo mi spiega cosa dice l’impiegata e si offre di accompagnarmi a fare la ricarica, ancora una volta gente eccezionale!

Alle 1830 incontro Anna, la ragazza di couchsurfing, arriva con il ragazzo e ci incamminiamo verso il centro, mi dice che incontreremo dei suoi amici con cui ha viaggiato in italia e ceneremo in un ristorante italiano…l’impressione iniziale non è delle migliori, ma come?! arrivo in ukraina e mi porti in un ristorante italiano? mi hai preso per uno dei tanti italioti che viaggiano e poi vogliono mangiare solo pasta e pizza???

Dentro il ristorante incontro i simpatici amici di Anna, ‘Michele’ che parla un pò di italiano e ‘Maria’ la sua ragazza che mi recita qualche parolaccia in italiano orgogliosamente imparata a memoria. Mentre siamo seduti a guardare il menù, la serata volge drasticamente.

Anna mi chiede se mi dispiace andare via, visto che siamo in 5 sarebbe meglio andare a casa sua e mangiare qualcosa li. Dispiace? ne sono felicissimo! Saliamo su una macchina/furgone di Michele, noi siamo nel cassone dietro ed iniziamo a conoscerci durante il viaggio verso un supermercato dove faremo spesa prima di arrivare a casa.

Nel negozio mi stupiscono un paio di cose, un’intero corridoio di scaffali dedicati alla mia bevanda alcolica preferita, la vodka e delle ceste enormi contenenti prodotti base dell’alimentazione, farina, sale, zucchero…che possono essere comprati a peso, non in confezioni. La cena a casa di Anna è semplice ma l’atmosfera è unica, più rilassata, genuina. Siamo tra amici e mi sento già parte del gruppo.

Mi fanno molte domande sui miei viaggi, sulle mie impressioni sull’ukraina ed io ricambio chiedendo info sul loro viaggio in italia, hanno trascorso un mese li, visto che la mamma di Anna vive vicino torino.

Sabato.

La mattina mi sveglio con la faccia del gatto di Anna che mi guarda incuriosito da pochi centimetri e mi annusa. ‘Vladi’, il ragazzo di Anna esce per andare a lavorare, in un salone auto e ci invita ad andare li per un test drive. E’ un ingegnere appassionato di auto e quando lo andiamo a trovare, attraversando una parte delle strade di periferia, si vede che ama il suo lavoro.

Intanto la conoscenza di Anna procede benissimo, abbiamo molti interessi in comune ed argomenti da discutere, ci raccontiamo la nostra vita ed i nostri sogni, le nostre paure, con sincerità ed una incredibile faciltà, ancora una volta la scelta di incontrare qualcuno di couchsurfing surante i miei viaggi si è rilevata azzeccata.

Chiedo se è possibile visitare il centro aerospaziale, per cui dnipropetrovsk è famosa ed Anna non sa nemmeno dove sia, ma mi porta a visitare delle fabbriche che producono missili, poi raggiungiamo il centro, un pò a piedi, un pò con i famosi minibus.

Dopo pranzo camminiamo lungo il dnipro, il fiume che bagna la città ed Anna mi fa scoprire una godibile zona, che in estate si riempie di gente, data la bellezza del posto in una città con pochissime zone interessanti.

Camminiamo tanto, dnipropetrovsk è la terza città più grande dell’ukraina e si vede, sembra non finire mai. In serata, Anna e Vladi vanno da una zia per il suo compleanno ma mi promettono di venire a salutarmi in stazione. Io vado in ostello a trascorrere le ultime ore prima della partenza per Kiev, alle 2230. Chiedo se posso lasciare il mio zaino e mi accomodo sulle belle poltrone, osservando incuriosito le persone in sala, l’atmosfera che si respira qui è unica.

Verso le 21 lascio l’ostello e mi dirigo verso la stazione, prendendo il tram nr. 1

La stazione è piena di gente, è molto comune viaggiare di notte, visti anche i bassi costi, mentre cerco il mio treno, osservo le realtà che convivono in questo spazio chiuso, qualche senza tetto, qualche ubriaco, ma la maggior parte sono viaggiatori.

Trovo il mio treno e mi piazzo nel mio scompartimento, aconra una volta ho la cuccetta superiore, questa volta non sono il primo ad arrivare, una giovane mamma con una bambina sono già dentro e stanno preparando il lettino. Anna mi chiama e mi avverte che sono arrivati, ci facciamo le ultime foto insieme e salutiamo, è stata davvero una bella persona da incontrare. 21 anni, vive da sola da quando ne aveva 13, ha già finito gli studi laureandosi e lavora.

Fossero così anche gli italiani…

Una volta sul treno, che è in migliori condizioni dei precedenti, mi preparo anche io. Questo viaggio durerà ‘solo’ 8 ore, anche se c’è il cambio dell’ora legale e non so se arriveremo prima o cosa succederà, ho chiesto ma non lo sanno…Appena partiamo mi metto a riposare, domani arriverò a Kiev alle 7 del mattino…

Il viaggio in treno da dnipropetrovsk a Kyiv (kiev) mi spaventa di meno, dopo le 18 ore affrontate in precedenza.

Il treno gialloblu è anche più nuovo e confortevole, i servizi igienici sono decenti, per cui mi abbandono sulla mia cuccetta superiore con molta più tranquillità, pensando di godermi il viaggio notturno e svegliarmi a destinazione riposato, eppure…

Non avevo fatto conto con due fattori, la bambina nello scompartimento, che si lagna per tutta notte, ma soprattutto le incredibili impostazioni del sistema di riscaldamento del treno.Pur essendomi già tolto la felpa e rimanendo in maglietta, non posso smettere di tormentarmi per il gran caldo, l’aria ferma e satura che avvolge tutto il vagone.

Nel pieno della notte non resisto, tutto sudato e frastornato, scendo con difficoltà dal lettino, cercando di non dare fastidio a chi dorme sotto, vado in bagno a sciacquarmi, poi in corridoio, apro la parte superiore dei vetri, per far passare aria fresca.Mi accorgo che siamo fermi, in aperta campagna, il buio totale attorno a noi.Realizzo più tardi che è dovuto al cambio di ora legale, dalle 3 del mattino ci siamo fermati fino alle 3 del mattino…

Quando decido di rimettermi in branda faccio un disastro, stanco e poco avvezzo con questi treni, cercando di risalire metto un piede sul tavolino, rovesciando i bicchieri che la donna aveva lasciato…latte, acqua e del succo vanno ovunque sul suo letto e mi devo sorbire 5 minuti di saracche in ukraino.Provo a scusarmi con un ‘sorry’ ma quando vedo che la sua liturgia va troppo per le lunghe, inizio anche io a farle capire che magari avrebbe potuto immaginare che sarei voluto scendere dal lettino.

Lo dico in italiano e non credo mi abbia capito realmente, ma comunque si alza e maneggia qualcosa, vicino alla porta, quando va via nel corridoio, vedo che ha aperto dei ganci, che in effetti, servono da appoggio per il piede di chi deve salire sulla cuccetta superiore.

Vabbè, ma come facevo a saperlo?!Mi rimetto a dormire, dopo la sosta di un’ora il treno riparte ed in un paio d’ore la luce del mattino mi sveglia, manca poco all’arrivo e questa volta posso godermi una rinfrescata in bagno.

Anche qui non è facile capire come usare l’acqua, non ci sono manopole o pulsanti, semplicemente si mette la mano sotto il rubinetto e facendo una leggera pressione verso l’alto con il palmo, si fa scorrere l’acqua.Riuscire a non schizzarsi, almeno per un principiante come me, è come fare 6 al superenalotto con una schedina base.Sono a kiev dal primissimo mattino.Ho un ostello prenotato, ma non posso certo arrivare li alle 7.

Decido quindi di camminare, cercando di far trascorrere del tempo e presentarmi ad un orario ancora troppo presto, ma almeno più consono.Con il mio zaino di una decina di kg, inizio a cercare la strada e la direzione corretta, senza successo.

Devo entrare in un mecdonaldz per scroccare un po’ di connessione, fare una ricerca sulla mappa e rimettermi in marcia.

La zona della stazione, è brulicante di persone, anche a quest’ora del mattino, di una domenica autunnale.

Attraverso le prime boulevard della città, verso il centro, un saliscendi continuo, mi piacciono le città non piatte, anche se camminarci stanco e con un peso in spalla non sono il massimo.

Quando arrivo a destinazione, con qualche difficoltà a trovare la via esatta, sono grondante di sudore.Citofono e mi risponde una voce assonnata dopo qualche minuto, spiego che ho una prenotazione.Per fortuna mi fa salire, 5 piani a piedi…sempre con il mio fidato zaino di 10 kg sulle spalle.

Mi apre la porta una ragazza, che ha ancora il segno di cuscino sul viso, mi chiede di togliermi le scarpe, i documenti e la prenotazione, mi borbotta qualcosa sull’orario di arrivo e le chiedo scusa, pago, le lascio il resto per il disturbo e mi siedo in cucina.

Più che un ostello è un appartamento, con un bagno, un cucinotto e 3 stanze da letto arredate con letti a castello.

Tutti dormono, chiaramente, ne approfitto per farmi una doccia calda e togliermi i vestiti ormai zuppi di sudore, prima di mettermi in branda e riposare un paio d’ore.Verso ora di pranzo mi alzo, vado in cucina e faccio conoscenza con l’ennesimo incredibile personaggio incontrato in viaggio.Sergej mi accoglie offrendomi un gaspacio, una minestra fredda, poi mi scruta ed indovina che sono italiano, ma ormai ci sono abituato e devo abbandonarmi all’idea di passare inosservato.Dopo le presentazioni del caso, mi racconta letteralmente la sua vita.‘Military Chief of defence minister’ capo militare del ministero della difesa ukraino.

Perbacco! Verrebbe da dire, se non che mi chiedo anche cosa ci faccia in una brandina di un ostello da 5 euro al giorno, ma non gli faccio notare i miei dubbi, lasciandogli tutta la boriosa soddisfazione del titolo professionale.

Mi dice che è un ex ufficiale del kgb e dell’armata rossa, che ora è generale dell’esercito ukraino e mi racconta della sua famiglia, che vive ad Amsterdam, con la moglie che è un importante avvocato, mentre le tre figlie sono i suoi angeli.

Continua ad offrirmi la zuppa fredda, ma ho lo stomaco ancora sottosopra per la stanchezza e preferirei qualcosa di caldo e solido, quindi esco e mi dirigo verso un obiettivo preciso, il consolidato pusata hata.

A stomaco pieno giro per le vie del centro e mi stupisco della bellezza della città.Non me l’aspettavo così.

Viali molto grossi, con palazzi alti e maestosi, spazi enormi, colline con strade alberate, il fiume dnipro e le bellissime cattedrali ortodosse nella zona alta, vicino sofskja.

Oggi è il giorno dell’elezioni nazionali, assisto ad un concerto di musica russa della banda militare (russa?), con la mitica katiuscia (che credo sia il carro missile che ha purgato i tedeschi nella seconda guerra mondiale) in una bella piazza, poi alla sfilata di giovanissime ragazze con i colori gialloblu nazionali in un’altra piazza, al raduno di simpatizzanti della timoschenko, con cartelloni e striscioni che ne richiedono la libertà.

Un continuo gracchiare di megafoni ed altoparlanti, telecamere e giornalisti, maxischermi, tra la folla domenicale che riempie le vie del centro.

Cambio le ultime 10 euro che mi sono rimaste e con le quali dovrò vivere in questi due giorni prima della mia partenza.

Viaggiare low-budget significa anche questo, potrei prelevare, ma voglio farcela con quanto avevo previsto di usare.

Per cui prima di tornare in ostello a riposarmi, decido in quale supermarket a fare della spesa per la cena, anche se una volta in ostello sergej mi accoglie con il suo gazpaco, che non posso rifiutare.

La zuppa è riscaldata, ci aggiunge della crema di peperoncino per darle colore e del pepe, devo dire che non è male, mangiare senza bere è un peccato mortale per gli ukraini, soprattutto se c’è un ospite, per cui devo assaggiare la sua vodka e brindare alla salute un paio di volte.

Ascolto le sue avventure, mentre siamo a tavola, i suoi viaggi, le sue conoscenze e le incredibili cose che ha visto, sentito e fatto.

Mi racconta della siberia ed a me viene tanta voglia di continuare a leggere il libro di lilin (educazione siberiana) e finirlo il prima possibile, per poter leggere l’altra copia che ho preso dalla biblioteca, prima di partire.

Il ragazzo che siede al tavolo con noi non parla inglese, come la maggior parte degli ukraini e russi, ma sembra capire cosa dice il ‘generale’.Verso le 21 stanco ed anche un po’ annoiato dai racconti mitomani di quello che poi si rivelerà un 42enne che sembra averne almeno 50, di anni.Mi metto in branda a leggere e dopo un paio d’ore chiudo gli occhi, anche se dalla vicina cucina sento che le voci sono aumentate, i brindisi anche e dureranno tutta la notte…

Lunedi

Quando mi sveglio il giornalista francese, il giovane russo-ukraino che non parla inglese ed il generale del kgb sono in pieno coma post etilico, riversati nelle loro brande, dopo i bagordi della notte.

Bocca spalancata a russare con rigolii di saliva ai bordi, lenzuola che a malapena coprono la parte centrale del corpo, piedi lanciati in direzioni opposte…

In cucina faccio conoscenza con un nuovo arrivato, un turco con cui parlo di viaggi per una buona ora, gli chiedo se posso usare il suo pc per stamparmi la carta d’imbarco, visto che il mio cellulare non riesce a connettersi al wifi dell’ostello.

Decidiamo di fare un giro in centro ed in stazione centrale, dove il giorno dopo dovrei prendere il bus per l’aeroporto.

Tra una chiacchiera e l’altra e mentre stavo usando il suo pc, scopro che ha una pagina aperta abbastanza eloquente…kiev escorts…con immagini di donne semi nude abbastanza esplicite.

Non è per nulla imbarazzato della cosa, anzi, dopo un po’ la conversazione viene condotta proprio su quel canale.

Mi racconta che aveva fittato una camera in appartamento, per avere più privacy e che era in ukraina solo per trovare ragazze, a pagamento.I suoi viaggi sono esclusivamente a scopo sessuale, Thailandia, cuba, brasile ed ora ukraina.Penso che i turchi non siano molto distanti dagli italiani, a sentire i suoi racconti.La cosa che mi fa stupore è che parla degli ‘incontri’ come di conquiste, mi dice di come sia facile avere una ragazza…a pagamento…Forse in turchia non lo è.

Dopo aver trovato il posto dove partirà il mini bus per l’aeroporto, risparmiandomi così i 25 euro di taxi, pagandone meno di 80 centesimi per il bus+metro, cerco una scusa per allontanarmi dal turco e dai suoi discorsi, ormai improntati su un solo binario.

Per carità, le ragazze che vedo in strada sono bellissime e verrebbe la voglia di conoscerle, ma da quanto mi racconta ‘l’amico turco’ sono avvicinabili solo con i soldi, soprattutto per gli stranieri.

Viste le mie finanze non considero nemmeno l’idea di andarmi a fare una serata o una bevuta.

Trascorro un freddo e piovoso lunedi in giro per la città, ritornando in serata in ostello, stanco e pronto alla partenza per il giorno dopo.Sergej è meno pimpante del solito, si è rasato i capelli e parla solo un po’ con gli altri ospiti.

Mi preparo delle uova sode con cetriolini e pane nero, ottimo.Non posso connettermi ancora con il cellulare, quindi decido di finire di leggere il libro e poi di riposare, domani mattina presto devo andare in aeroporto.Il viaggio ukraino sta finendo.

Martedi

Niente di importante da segnalare, al suono della sveglia cerco di prepararmi e prendere le mie cose senza dare troppo fastidio alle altre persone in camerata.

Dopo doccia e colazione vado alla fermata della metro, fino alla stazione centrale dei treni, percorrendo la via coperta del bazar, dove numerosi negozietti colorati e kitch vendono di tutto.

In questi cunicoli stretti e lunghi come corridoi di vecchie case popolari, gli odori forti della grande città, del suo traffico, dei riscaldamenti dei palazzi si mischiano a quelli di cibo fritto, alcool, sudore, umidità…

Le strade attorno la stazione sono piene d’acqua e di pozzanghere, salgo sulla marshrutka numero 368, un paio di persone hanno le inconfondibili valigie da viaggio aereo.

Quando si mette in moto mi abbandono al alcuni pensieri su questo viaggio, senza dare molto peso alla strada che facciamo e sono fortunato quando mi accorgo, tra le innumerevoli fermate, che una ragazza con una valigia scende.

Mi riprendo dai pensieri e chiedo se siamo arrivati in aeroporto, ricevendone conferma.Se non avessi notato che stava uscendo chissà dove mi sarei ritrovato!

L’accompagno verso il grosso edificio, aiutandola ad attraversare le grosse pozzanghere d’acqua con quella sua enorme valigia avvolta in strati di plastica.Ora non mi resta che aspettare il mio volo, godermi la connessione gratuita wifi e prepararmi al prossimo viaggio!

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