Diario di Viaggio: Belgio-Olanda-Ungheria-Serbia


Ecco il racconto di un mio lungo viaggio in europa, zaino in spalla, 17 giorni, 6 città, 5 capitali, innumerevoli persone incontrate e numerosi spostamenti: Brno-bratislava; bratislava-charleroi; charleroi-brussels, brussels-amsterdam; amsterdam-antwerpen; antwerpen-brussels; brussels-charleroi; charleroi-budapest; budapest-Belgrado; Belgrado-budapest; budapest-Brno.

Mercoledì 7 marzo
Sveglia alle 4 del mattino per prendere il bus alle 5.30 per bratislava, breve giro in centro all’arrivo e poi autobus per l’aeroporto, destinazione belgio. Arrivato a charleroi, bus navetta per la capitale (22€ a-r) , dove mi aspetta una ragazza a cui ho chiesto ospitalità tramite Couchsurfing. La incontro alla stazione di gare du midi, mi viene a prendere (gentilisima!) e mi accompagna a casa sua.
E’ in pausa pranzo, quindi facciamo di fretta, aiutati dal buon servizio dei trasporti della città.
Abita vicino gare du nord, mi spiega un pò di cose, come muoversi ed andare in centro, poi mi lascia le chiavi di casa e mi saluta.
Ci rivedremo in serata, lei ha un corso di olandese, io incontrerò una ragazza che mi ospiterà nella mia seconda visita in città (sempre tramite couchsurfing).
brusselsVado in centro, sono circa le 14, ho un pò di fame ma non so cosa mangiare, riempio lo stomaco con un paio di panini vegetariani.
Purtroppo inizia a piovere ed a fare freddo. La meravigliosa piazza gran place mi impressiona per la sua bellezza ma posso dedicarle poco tempo mentre cerco qualche riparo. Nei pressi della cattedrale vedo un baretto del college olandese ed entro dentro a bere qualcosa, ma soprattutto a trovar riparo.
Il viaggio è stato fatto con un basso budget, visto che non sono più uno schiavo stipendiato. Ho appuntamento verso le 20 in una zona lontana dal centro, chiedo alla ragazza di vederci in centro vista la scarsa conoscenza della città ed il clima infame.
Dopo 2 birrette jupiter (di qualità orrenda, in italia ci lamentiamo della peroni e baffo d’oro, ma le birre nazional popolari delle famose olanda e belgio sono molto peggiori!) gironzolo ancora un pò, vedo la bella galleria reale (che serve a ripararmi) e poi ritorno in centro tra le belle viette, finchè non trovo il pub celtica.
Super offerte, con 1€ bevo la classica birretta da 33cl (o 25, non saprei). Classico pub in stile irlandese, in legno, luci soffuse, atmosfera chiassosa e gioiosa, schermi dove trasmettono sport e calcio. Quando penso di ritornare a casa, visto che non ricevevo risposte da questa ragazza, finalmente mi contatta e ci vediamo. Sorya è una ‘classica’ brussellese.
Nel senso che non è belga al 100%, di madre cambogiana, parla italiano (è stata sposata con un italiano che vive in belgio).
Mi porta a provare le famose ‘fritte’, visto che piove restiamo dentro a chiacchierare per un pò.
Grave errore! ora puzziamo di fritto anche noi! Dopo una più salutare tisana, in zona borsa, ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla settimana prossima. Torno a casa, la mia ‘host’, Jana, è arrivata da poco, parliamo un pò del più e del meno e scopro tante cose bellissime su di lei. Estone, parla 5-6 lingue, lavora per organizzazioni per la difesa dei diritti umani, aiutando bambini e donne che subiscono violenza, ama viaggiare. Quando ci rendiamo conto che è tardissimo e lei deve andare a lavorare il giorno dopo è un peccato. Mi da appuntamento per festeggiare il suo compleanno, con i suoi amici, in un locale in centro.

Giovedì.
Il sole mi sveglia e mi da la carica per visitare meglio la città. Vado a piedi in centro, brussels si gira tranquillamente così, passo per il quartiere turco, fatto da mille negozi colorati, che vendono di tutto.
L’atmosfera è piacevole, arrivo in centro in poco tempo, percorro al via pedonale e commerciale guardandomi attorno.
Mi colpisce la gente, le tante razze che abitano questa città che piace poco ai turisti.
L’incantevoli brugges e gent sono preferite a chi piace visitare questa nazione, ma io sono contento di cercare di scoprire questa città.
Capitale d’europa, della pessima burocrazia degli eurotecnocrati, ma anche di uno degli stati colonialisti più crudeli e spietati, meta di migliaia d’italiani negli anni 60 e 70 che lavoravano nelle miniere, capitale di un paese diviso tra valloni e fiamminghi, con 2 lingue ufficiali, che ha battuto il record di paese senza governo (battuto anche l’iraq distrutto dai fottuti americani), che dovrebbe rappresentare l’unione europea. C’è nè abbastanza per incuriosirmi!
brusselsniteEppure brussels mi colpisce per il suo fascino, di città viva, cosmopolita, dove tanta gente diversa vive insieme, con i suoi quartieri che mantengono le loro caratteristiche. I negozi delle solite brabds globalizzatrici in una via ed i mercatini con frutta e verdura esposti in strada dall’altra. Un pò Napoli (o algeri, istambul, tunisi, cairo…), un pò londra (o milano, monaco, vienna…).
Dopo diversi giri in centro, alle 19 mi vedo con Jana, mi presenta ai suoi amici ed incontro anche un ragazzo italiano che vive a brussels…forse qualcuno di voi ne ha sentito parlare😉
Anche qui, tra qualche giro di birre belghe, che a me PERSONALMENTE non piacciono (troppo pastose, aromatizzate), ci ritroviamo in un tavolo composto da italiani, sudamericani, irlandesi, americani, olandesi, polacchi…Jana alza un pò troppo il gomito e la devo riaccompagnare a casa quasi in braccio🙂
Le do alcuni ‘pensierini’ che avevo preso per lei, degli ottimi dolcetti arabi presi in centro ed un libro, la fattoria degli animali di Orwell.

Venerdi.
Dopo aver salutato Jana al mattino, mi metto lo zaino in spalla e mi dirigo verso la stazione dei bus eurolines, destinazione amsterdam!
Visito una patisserie-boulangerie araba dove compro delle ottime crepes salate e dei dolci, inizio a camminare finchè…
Sorpresa! Mi ritrovo nel ‘red light district’ di brussels. Spettacolo!🙂
Una via con vetrine e simpatiche signorine che ‘salutano’.
Devo dire che mi è piaciuto molto, mette di ottimo umore, non ci sono turisti, l’atmosfera è leggera, goliardica, rispondo ai sorrisi delle signorine che, in qualche caso, mi danno l’impressione di essere ‘sincere’ nei loro inviti (ok, un pò di mancanza di presunzione ogni tanto fa bene😀 ).
Tornando al viaggio, in attesa del bus per a’dam (abbr. di amsterdam) scambio 2 parole con degli italiani anche loro in viaggio.
Con un pò di ritardo arriva il bus, chiudo gli occhi per qualche minuto, arriviamo ad antwerpen (anversa in fiammingo), poi in olanda, rimaniamo impriggionati nel traffico del ‘ring of rotterdam’, poi den haag e finalmente a’dam!
IMG_4467Alla stazione dei bus chiedo info per come raggiungere l’ostello, in zona non centrale (zeeburg). Lo raggiungo in autobus in una decina di minuti, faccio un rapido check in, poso lo zaino in camera, ci sono 2 argentini che parlano tra di loro ed uno che dorme su una brandina in alto. Voglio sfruttare il biglietto dell’autobus, costa 2,90€ e vale 60 minuti, quindi decido di andare subito in centro, in tram, facendo attenzione alla strada percorsa, visto che al ritorno la farò a piedi. Su ogni tram c’è un bigliettaio, che controlla che ognuno abbia il biglietto, li vende e da anche info. Arrivo vicino il dam, il centro.
Giro un pò ma sono molto stanco e preferisco rientrare in ostello, è sera, scuro e non voglio perdere la strada.
Dopo aver preso qualcosa da mangiare, rimango un poco nella lounge dell’ostello che non mi piace.
Pulito, molto ordinato ma troppo grande, non permette di entrare in contatto con altri ospiti.
Per fortuna vedo l’argentino che sta nella mia camera, parliamo un poco e decidiamo di fare il free walking tour il giorno dopo.
Manuel è di buenos aires come quasi tutti gli argentini che s’incontrano (l’argentina ha 40 milioni di abitanti, in un’area immensa e 13 milioni di argentini vivono nella regione della capitale), si è appena laureato, gioca a rugby e vuole girare in europa.
Ci diamo appuntamento per la colazione il giorno dopo, salgo in camera pronto a sbattermi in branda.

Sabato
IMG_4435Colazione con manuel ed il ragazzo brasiliano che sta in camera con noi. Preparazione della giornata ed appuntamento in centro.
Ci vado con Rodrigo, il brasialiano di sao paolo, che lavora in una banca e parla poco inglese, ma come tutti i brasialiani è simpatico e di buona compagnia. Andiamo all’appuntamento ma manuel non c’è.
Decidiamo di fare un giro ‘alternativo’, visto che lui ha già visto tutto ed io sarei da solo il giorno dopo, per cui potrei fare il tour di domenica.
Facciamo i turisti, avendo comprato il biglietto da 48 h (12€), con mappa in mano, visitiamo anche le zone lontane dal centro, tutti i canali, grazie agli ottimi tram cittadini. La città è fantastica. Molto più bella di venezia, perchè è viva, reale.
La gente ci vive veramente ad a’dam, li vedi girare in bici, mangiare in cucina (visto che non esistono tende), leggere il giornale sul balcone, portare a spasso il cane.
Da bravi turisti non possiamo non visitare un coffee shop🙂
Non fumando (neanche le sigarette) chiedo qualcosa di naturale e leggera, il commesso mi suggerisce la ‘white widow’, sarà che la prepariamo senza tabacco, sarà che non sono abituato ma l’effetto non è stato dei migliori, mi butta giù e rende quasi paranoico (ci perdiamo diverse volte tra le stradine tutte uguali).
Parentesi fumosa a parte, ci dirigiamo nella zona del mercato, dove si vende di tutto, tanti colori, merci, cibi.
Alla fine della lunga via, colti da fame chimica azzanniamo delle patatine fritte con immancabile maionese.
Visita al red light district, con un brutto benvenuto, le prime vetrine sono quelle dei trans…
adamgraffitisexSe fatta in maniera spensierata, la passeggiata tra le vetrine è gradevole anche qui, anche se la massa di turisti presenta anche soprese negative, i soliti inglesi ubriachi, gli italiani arrapati etc etc…
Ma sono tante anche le coppie, mano nella mano, che guardano, studiano ‘l’abbigliamento’ delle ragazze, visitano i sex shop e gli show.
Il centro della città e la piazza non sono per niente belli, ma il resto della città è incredibilmente bella, con angoli incantevoli.
Ritorniamo in ostello, io mi preparo un panino con pomodori (visto che sono vegetariano e non saprei cosa mangiare con poco), poi doccia e con manuel ritorniamo in centro. Alla fine ci dice che aveva preferito visitare i musei della città.
Passeggiamo tra la folla colorata, sorridente dei turisti.
Quando loro decidono di fermarsi a bere qualche birra, li saluto e ritorno in ostello.
Preferisco non bere, ultimamente sto limitando molto il consumo di alcool. Poi, essendo abituato a bere a Brno, non concepisco lo spendere 5 € per una birra quando ne posso avere una (ottima) ad 1€.

Domenica

La mattina manuel e rodrigo partono per le loro rispettive seguenti mete (berlino e londra), facciamo colazione e ci salutiamo.
Seppur per il poco tempo trascorso insieme la loro compagnia è stata gradevole. Anche la scolaresca italiana in gita in olanda, che pernottava in ostello, lascia la struttura. Questo è viaggiare, gente che va, gente che viene, persone che si conoscono e si salutano in brevissimo tempo. La giornata è bellissima, non accade molto frequentemente questa cosa agli inizi di marzo.
Ritorno in centro, passeggio tra i canali e mi godo i raggi del sole che preannunciano la primavera.
Mi gusto le case galleggianti, la gente che legge il giornale sul terrazzino di casa e chi fa colazione nei tanti graziosi caffè della città.
Gironzolo senza meta, con il cuore leggero di chi non si preoccupa del tempo che trascorre.
La mia visita ad a’dam era stata programmata per un motivo personale, per incontrare un’amica ceca che da qualche mese vive lì.
Una volta arrivato ad a’dam qualcosa dentro di me mi ha suggerito di non incontrarla e quindi mi ritrovo a trascorrere questa soleggiata domenica da solo, in compagnia dei miei pensieri.
Questi giorni di viaggio sono stati trascorsi e programmati diversamente, anche le aspettative erano differenti e questo ha influenzato lo stato d’animo. Di a’dam ho apprezzato la calma e la bellezza, a dispetto della sua fama per gli eccessi e la trasgressione.
Mi sono stupito della gentilezza della gente, quando un uomo ha fermato di colpo la sua bicicletta osservando che stavo cercando qualcosa sulla mappa, per chiedermi ‘do you need any help?’ Episodi che non capitano ovunque. Rientro in ostello, mi preparo un frugale panino e rimango a spasso nella zona, fino a raggiungere le banchine portuali, per poi rientrare.

Lunedi
Sveglia presto, colazione e poi di nuovo zaino in spalla, direzione stazione dei bus eurolines. Ho un biglietto per antwerpen, il nome fiammingo per anversa. Avevo letto un resoconto di viaggio su zingarate che ne parlava benissimo. Invece questa città è stata la meta più triste tra quelle visitate. Prima dell’arrivo del bus conosco una ragazza, piena di bagagli, solite domande di rito e scopro che è italiana, di milano, ha vissuto e lavorato 6 mesi ad a’dam. Ne è innamorata per per qualche motivo deve rientrare in patria.
Giura che tornerà a vivere all’estero. Le auguro in bocca al lupo, salgo sul bus per questo paio d’ore di viaggio.
All’arrivo mi guardo attorno stupito. Dopo la bellezza incantevole di a’dam e quella particolare di brussels, mi ritrovo nella grigia e piatta antwerpen-anversa. Sono quasi tentato di lasciarla subito, vado alla stazione dei treni alla ricerca di info su come raggiungere gent o bruges, ma ho prenotato un ostello (seppur solo via email) e non voglio fare un ‘no-show’. Mi procuro una mappa della città ed arrivo a piedi, quasi 20 minuti a destinazione. Il ‘antwerpen backpackers hostel’ è molto caratteristico, nato riadattando una ex fabbrica di cioccolato, è gestito da una coppia di persone che devono essere simpaticissime, ma per non so quale motivo alla tizia risulto poco simpatico. Lo deduco da 2 fatti:
Il prezzo concordato è di 19€ a notte, tutto incluso, invece me ne richiede 20…Il check out è alle 11, chiedo se posso restare fino alle 12 (tutto pronto, la camera l’avrei lasciata alle 11) e sembra avermi fatto una grandissima concessione lasciandomi stare fino alle 1130…(tra l’altro al mattino i gestori non rimangono nella struttura, le chiavi si lasciano nella cassetta della posta, sono disponibili solo dalle 12 alle 1430 per il check in).
Se a questa sgradevole sensazione di ‘ospite (pagante) sgradito’ aggiungo che i letti a castello hanno reti pessime e rumorose al minimo movimento, che la location è distante quasi 40 minuti a piedi dal centro, oltre alla città che non mi è piaciuta per niente, beh, ecco, direi che a chiunque me lo chiedesse, direi di evitare antwerpen e quest’ostello (che pure ha numerosi feedback positivi).
Detto questo, non mi lascio buttare giù facilmente. Il tempo è ancora buono, un pò più freddo che ad a’dam, mi incammino per il centro che raggiungo una volta superata la stazione, attraverso la via commerciale. Il centro storico ha una bella chiesa con torre ed orologio in oro, qualche bella casetta tipica, ma nel grigiore generale non spiccano nemmeno più di tanto.
Raggiungo la banchina del fiume, schelda, dove c’è una pista pedonale e dove molte persone sono sedute a godersi il pomeriggio.
Rientro in ostello, sono affamato e stanco. Per fortuna trovo diversa compagnia, sembra che gli ospiti preferiscano stare dentro e non visitare la città, incontro un australiano in giro per l’europa, un ragazzo tedesco di origine giapponese molto dinamico, due olandesi che lavorano ad antwerpen durante la settimana, pernottando in ostello invece di fittare un appartamento ed una coppia di inglesi di liverpool dal solito incomprensibile accento irish.
Uno dei ragazzi olandesi mi consiglia di visitare gent e leuven, cittadina universitaria, dove pare esistere la concenrazione di pub e bar più grande d’europa. Per fortuna la sala lounge è ampia, anche la cucina, ognuno si prepara la cena mentre si scambiano chiacchiere.
Le solite tra backpackers. Dove sei stato, da quanto sei in viaggio, dove andrai, cosa è piaciuto, cosa meno, mezzi consigliati per viaggiare, ostelli… Una piccola guida lonely planet vivente. Arriva anche un indiano che è in camera con me.
Dopo mangiato si decide di uscire per bere qualcosa e fare due passi.
Propongo di visitare la zona nord, quella definita più carina, con i locali più ‘cool’ Con una quindicina di minuti a piedi la raggiungiamo, devo dire che anversa è una delle prime città dove la zona attorno la stazione ed i suoi binari è tranquilla e ‘in’.
Questo quartiere è forse quello più bello e prestigioso. Lo consiglio a chi dovesse visitare questa (brutta) città.

Martedi
Faccio colazione insieme al ragazzino tedesco, metà giapponese. Mi racconta dei suoi interessi e delle cose che ha fatto.
Per essere un ragazzino è davvero una persona interessante, si è sempre dato da fare, studia all’università ma lavora anche , ora sta aiutando una ricercatrice a trovare delle specie naturali in via d’estinzione nell’habitat belga. Ha fatto il maestro di sci, lavorato in aeroporto come assistente ai passeggeri giapponesi. Viaggiando si ha la possibilità di conoscere belle persone.
Questa giornata la devo dedicare totalmente alla città e ne sono preoccupato, ma ho una bella mappa per giovani turisti, davvero ben fatta! In mattinata ne approfitto per fare il bucato, visto che i pochi vestiti che ho devono durarmi anche per i restanti 10 giorni.
In una lavanderia self service conosco una simpatica ragazza rumena a cui chiedo aiuto per l’utilizzo delle apparecchiature.
Lei capisce subito che sono italiano e la cosa sembra piacerle…le dico che vorrei andare a timisoara durante questo viaggio (da belgrado) e scopro che lei è proprio di lì.
Riporto i vestiti in ostelo, per stenderli ad asciugare meglio e ritorno nel bel quartiere Zurenborg, per ammirarlo alla luce del sole.
Davvero incantevole lo stile diverso delle case, piccoli castelli, molti con decorazioni art nouveau (che sembra essere nata in belgio e non in francia). Dopo un pranzo in ostello mi rimetto in viaggio, questa volta alla scoperta della zona alternativa di antwerpen, considerata la ‘seattle’ belga, la città della musica (i deus sono di qui), delle subculture giovanili.
Attraverso la zona multiculturale, all’ingresso c’è un arco in stile cinese, ma aldilà di negozioetti e fastfood, non noto niente di caratteristico. Arrivo al parco nord, dove è stato fatto uno dei graffiti più grandi in europa e rimango impressionato da questo.
Il resto del parco è dedicato agl skaters.
Raggiungo poi un edificio vicino il porto dove c’è un esposizione ma si ha anche la possibilità di salire sul tetto per ‘godersi’ il panorama della città, gratuitamente. Fatto tutto questo, rientro in ostello, mi preparo la solita cena con chiacchiera con i restanti ospiti.
Mi rendo conto di quanto noiosi e piatti siano gli indiani, pazzi ed anticonformisti gli australiani, simpatici gli olandesi e via dicendo con questa serie di banali stereotipi. Ah! devo dire che io alla classica domanda ‘where are you from?’ rispondo czech rep.
Non voglio sentir parlare d’italia e d’italiani. Giochiamo a scrables-scarabeo, in inglese chiaramente.
Contro la ragazza inglese ed l’australiano, la mia appena sufficente conoscenza dell’inglese si fa notare.
Chiudo terzo ed ultimo ma con l’onore delle armi, giusto una decina di punti di distacco dalla seconda ed una ventina dal primo.
E’ ora di andare in branda ad ascoltare il ragazzo indiano che se la russa…

Mercoledi
Giorno di partenza, destinazione brussels, di nuovo. Dopo aver pattuito con la proprietaria dell’ostello il mio check out alle 11.30, visto che non ho molto da fare, dopo una veloce colazione, preparo lo zaino e via. Arrivo alla stazione verso le 11, me la guardo e devo dire che è molto bella, disposta su più piani (credo almeno 3), la struttura interna è molto raffinata e ben curata.
Vi consiglio di dare un’occhiata a queste foto.
I treni belgi sono moderni, affidabili e puliti, oltre che cari. Qualcosa che trenitalia sta cercando di fare, con la differenza che in belgio la gente normalmente lavora e percepisce degli stipendi che permettono di pagare per un buon servizio.
Arrivato a brussels, devo aspettare di incontrare Sorya, la ragazza che conobbi la prima sera e che mi ospiterà a casa sua.
L’appuntamento è alle 18. Per fortuna la bella giornata mi permette di sedermi in centro, nella via commerciale e godermi un pò di sole ed il passeggio della gente. Senza ombra di dubbio gli abitanti di brussels sono più piacevoli, da osservare, degli ‘anversiani’.
Trascorro quasi senza accorgermene più di un’ora ad oziare.
Decido poi di rivedere la bella gran place, piena di turisti a naso in sù (perchè ammirano i bei palazzi).
Verso le 17 mi dirigo verso gare du midi, do una veloce occhiata ad uno dei simboli della città, il bimbo che piscia…manneken pis
Si, proprio così, una insignificante statuetta di un bambino che fa zampillare dell’acqua dal suo…chiamatelo come volete…è uno delle ‘attrazioni’ turistiche. Pare ci sia anche una sua ‘omologa’, ma corro il rischio di non vederla. Invece mi tuffo nel vialone che porta alla stazione, pieno di negozi arabi e di pasticcerie. Prendo qualcosa per la ragazza che mi ospiterà.
Alle 18 la incontro, decidiamo di andare subito a casa sua, visto che ho il mio zaino e sarebbe scomodo e stancante portarselo dietro.
Abita nella zona sud, vicino la rinomata saint gilles. Mangiamo qualcosa in un localino arabo, provo per la prima volta nella mia vita i falafel di ceci. Dopo aver mangiato facciamo una passeggiata nel quartiere e poi prendiamo qualcosa da bere nella ‘casa del popolo’.
Un locale molto popolare tra i giovani, immagino ex ritrovo di origine politica.
Provo una birra triplo malto, ma rimango dell’idea (personalissima quindi opinabile) che la birra debba essere qualcosa di più leggero e semplice da bere. Per questo continuo a preferire le birre ceche, pilzner, bionde, fresche, gustose e semplici da buttare giù.
Se voglio ‘stordirmi’ lo faccio con altro, vino o superalcolici.
Chiusa la parentesi alcolica, la serata con sorya continua piacevolmente, parliamo di tanti argomenti, principalmente di libri e musica e devo ammettere che non è semplicissimo trovarsi in compagnia di una persona con cui si sta bene, si hanno tante affinità ed anche un minimo di attrazione fisica, senza poter esternare questa sensazione.
Se fosse stata una persona conosciuta in altri contesti, le avrei fatto sapere il mio stato d’animo, ma considero il couchsurfing un modo alternativo di viaggiare e non un sito per appuntamenti o incontri.

Giovedi
Sveglia al mattino presto, circa le 7.30 Sorya deve andare a lavorare ed io esco con lei.
Ho il bus per charleroi alle 14…quasi 7 ore da spendere in giro per la città (con uno zaino di 10 kg sulle spalle…).
Decido di andare a piedi in centro, girandomi tutta la zona sud della città, passo dal quartiere chic, luise, fino a quello ‘africano’, sporco e degradato, il palazzo reale, il museo della musica, con una bella struttura art novoueu, fino in centro.
Mi dirigo verso p.za s.caterina, dove c’è la sede del ‘use-it‘, la migliore guida turistica per giovani. La raccomando.
Inoltre sono davvero simpatici ed ospitali, mi permettono di riposare, lasciare lo zaino ed usare, gratuitamente, i pc con connesione internet. Mi guardo gli highlights della sfortunata partita del Napoli contro il chelsea…😦 controllo la posta etc etc
Prima di andare a prendere il bus per l’aeroporto mi fermo in una pasticceria araba per comprare delle crepes salate, che saranno il mio pranzo. Arrivato a charleroi, visto che ho 3 ore di tempo prima del volo per budapest, approfitto del bel tempo e del prato appena fuori l’ingresso della struttura, per sdraiarmi al sole. Sono stanchissimo!
Ormai è una settimana che dormo tra ostelli e divani, alzandomi presto, camminando molto, mangiando irregolarmente.
Alla mia veneranda età qualche contraccolpo è da mettere in budget.
Una volta atterrato a budapest nasce il problema di come raggiungere l’ostello che Spud ha prenotato.
Ah già, devo dirvi che in ungheria incontrerò Spud e che andremo a visitare Belgrado, in Serbia.
Lui parte da praga, in bus.
Altro problema è comprare il biglietto del bus navetta per il centro.
Oggi è festa nazionale in ungheria, l’aeroporto è piccolo, con un piccolissimo negozio di riviste e giornali che sembra non avere il resto per il biglietto che costa 320 fiorini (circa 1€). Gli avevo dato 5000 fiorini, qualcosa come 18€.
Anche l’autista non ha da cambiare, mi spazientisco, non parlano inglese, sono stanco, è sera tardi e non so come raggiungere il centro.
Per fortuna un ragazzo mi cambia la banconota in pezzi da 1000 e prendo il biglietto. Una volta in centro il prossimo problema è localizzare l’ostello. So l’indirizzo ed il nome ma sono senza mappa, ho letto qualche indicazione sul loro sito, vado a caso.
Fortuna vuole che tutte le persone che interpello a)sappiano parlare inglese b)conoscano l’indirizzo e l’ostello.
Ok, posso rilassarmi, lo trovo, è carino, mi tolgo lo zaino dalle spalle, mi faccio una doccia.
Molto meglio. Aspetto Spud nella reception, arriverà verso le 23.
Al suo arrivo dopo le formalità, ci raccontiamo i nostri ultimi giorni e novità, poi decidiamo di andare in centro, anzi, al szimpla.
Il più bel locale che abbia mai visto in vita mia (c’ero già stato altre 3 volte in precedenza).
Prendiamo il mega panino ed una birra e continuiamo a chiacchierare. Domani è il gran giorno!!!!
Direzione Belgrado!

Venerdì
Sveglia al mattino presto, colazione, doccia e qualche ultima informazione sul viaggio verso la Serbia.
A piedi mi dirigo verso la stazione centrale, dove vengo informato che il treno per belgrado parte dall’altra stazione, keleti.
In cammino nuovamente, la città è quasi deserta, in occasione della festività nazionale in molti hanno approfittato per andare fuori a trascorrere il ponte.
Il biglietto per la capitale serba ha un prezzo irrisorio, circa 15€ (qualcosa come 4200 fiorini), bene!
Dopo aver fatto un poco di spesa per il viaggio, salgo sul treno, in compagnia di Spud. Nel nostro scompartimento arriva una ragazza russa, bionda, ed una mora. La russa cerca una presa per il suo laptop e non trovandola ci lascia, non mi rimane che attaccare bottone con la mora🙂
E’ ungherese, parla poco inglese ma mi tiene compagnia per lunga parte del viaggio in terra magiara. Quando scende, arrivata al suo paese, vorrei andare con lei…ma la Serbia e gli amici mi aspettano! Alla stazione di confine ungherese, kelebia, discutiamo con spud, se fare una pazzia. Visto che il treno si ferma per i controlli per circa 1 ora, tra le due frontiere, pensiamo di scendere dal treno e attraversare il confine a piedi. Chiaramente è impossibile.

a) si tratta di circa 15 km da stazione a stazione
b) si deve essere sottoposti ai controlli dei documenti, il che richiederebbe del tempo
c) non esiste una strada che collega le due stazioni, solo la linea ferroviaria, in mezzo a campi

Ricevo lo stampo sia della frontiera ungherese/europea sia di quella serba, oltre che ad una ‘cazziata’ da parte di una rigida poliziotta che mi intima di sedermi, quando le chiedo se si può scendere a sgranchirsi le gambe, nella lunga attesa.
Una volta in terra serba, il treno procede quasi a passo d’uomo, per percorrere i 180km che ci separano da Belgrado, impieghiamo quasi 4 ore…
Un pò si chiacchiera con le altre viaggiatrici nello scompartimento, sono studentesse spagnole, partite da bratislava, dove sono in erasmus.
Studiano medicina e discutiamo di come sia lo studio ed il lavoro in questa parte d’europa, rispetto alla spagna ed all’occidente.
Confermano una mia teoria, qui (in europa centrale e dell’est), con poche risorse e strutture non all’avanguardia, il lavoro del personale medico è eccezionale, anche grazie all’ottima preparazione scolastica.
Gli ospedali sono austeri, senza molta tecnologia avanzata, ma puliti e funzionali, medici ed infermieri altamente professionali.
Parliamo anche di viaggi e di altro, fino al loro arrivo a novi sad, la seconda città più grande della Serbia.
Ormai manca poco anche per Belgrado, dove mi aspetta un carissimo Amico, A.

Il resto della permanenza a Belgrado non la descriverò, si tratta di qualcosa che in pochi possono capire, sarò quasi sempre in compagnia di persone squisite ma con le quali condivido un interesse che viene ostacolato in ogni modo dai bravi rappresentanti degli stati e della polizia.
Posso solo dire che della Serbia e dei serbi, quando si conoscono, rimane qualcosa dentro il cuore, d’indelebile.
Un popolo ed un paese dipinto sempre in tinte oscure, accusato delle peggiori cose, bombardato dal democratico occidente…(ed ucciso) dai ‘paladini della libertà’, costretto alla fame con l’embargo, spezzettato e defraudato dei suoi territori, come la scellerata e prepotente decisione di inventare uno stato farlocco, il kosovo, per taglieggiarlo e ricattarlo, per imporre la chimera dell’ingresso in europa unita.
I serbi sono fantastici, hanno poco ma quello che hanno lo dividono con i loro ospiti, che sono quasi sacri.
Hanno una voglia matta di divertirsi, stare insieme, anche in maniera esagerata, un forte umorismo e spirito sarcastico.
Un pò come a Napoli, si vive alla giornata, il domani non si sa cosa ci riserva, meglio stare bene oggi, con quello che ho, che sono pronto a dividere con chi mi sta vicino.
Questa vicinanza, almeno caratteriale e mentale con Napoli è forte e molto sentita. I serbi sono sempre additati dagli altri, i loro errori e lati negativi, molto enfatizzati. In generale sono molto orgogliosi ed un popolo di guerrieri, pronti a difendere i valori che hanno, la patria, la chiesa ortodossa, la loro libertà.
Basta leggere la loro storia recente, la costante opposizione al dominio turco, poi quello asburgico (ricordate come iniziò la prima guerra mondiale?), fino alla storia recente, con il sanguinoso smembramento della ex-jugoslavia. I balcani, la Serbia, sono l’epicentro di un esperimento, politico, economico, sociale.

Cos’altro dire su questa terra e questa gente? I serbi sono un popolo quasi perfetto, forte, sviluppatosi con decenni di influenze diverse.
Un mix perfetto tra origini slave, influenza turca-ottomana e greca-mediterranea. Belgrado non è bella, anzi, ha pochi posti da ammirare. Il castello, da dove si può ammirare i fiumi sava e danubio che si uniscono.

Qualche scorcio della città, qualche chiesa e poco altro. Ma quello che colpisce è la vitalità della città, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Proprio le notti, belgradesi, sono famose tra chi ha avuto la fortuna di viverle. Ma il bello è anche come si sta insieme.
Con poco, trascorrendo una serata sulle panchine di un parco a chiacchierare, al castello seduti sulle mura di cinta o in occasioni più importanti, andando a ristorante per lunghi, interminabili e gustosi banchetti affogati da tanto alcool e rakia.

Se si visita la Serbia, se si conoscono i serbi, li si porta nel cuore. Per sempre.

I giorni trascorsi in Serbia sono stati eccezionali, per l’umanità e la calorosa accoglienza dei miei amici.
Purtroppo a rovinare il tutto è arrivato un improvviso raffreddore. Nemmeno febbre, giusto quel raffreddore stupido, che debilita, che non ti fa respirare e riposare la notte e ti rende stanco durante il giorno.
La settimana è stata moooolto intensa e ricca di incontri ed avvenimenti, per cui alla mia partenza, di giovedi sera verso le 22, in treno, ero letteralmente a pezzi. Mi attendevano 8 ore di viaggio, fino a budapest e poi un autobus prenotato dalla capitale magiara a Brno. Il viaggio in treno è stato scomodo e non riposante. In più quando sono stanco o raffreddato, mentre cerco di addormentarmi, ho un respiro profondo e affannoso e spesso emetto dei suoni, che possono essere fastidiosi agli altri, ma anche a me, visto che mi sveglio nel sonno al solo sentirli.
Quindi, viaggio che durava da più di due settimane, l’ultima la quale trascorsa influenzato, scarso riposo, viaggio notturno senza chiudere occhio…non una bella situazione. Arrivo a budapest alle 6 del mattino. Il bus, con posto prenotato prima dell’inizio del viaggio, alle 15.30.
Normalmente mi sarei messo a girovagare e visitare la città, che già conosco e comunque ho uno zaino pesante sulle spalle.
Vado in centro, da keleti, a piedi, fino al fiume. Poca gente in giro.
Mi siedo per riposare su una delle sedie a guardare il fiume. Capisco che mi attendono ore durissime da trascorrere in quelle condizioni. Poi un lampo!
Mi ricordo che la compagnia student agency ha due bus per Brno, uno la mattina presto ed uno all’orario che ho prenotato.
Rimurgino per ricordare l’ora e per capire come arrivare alla fermata, che è dall’altra parte della città, vicino lo stadio del ferencvaros.
In effetti ho in tasca esattamente 300 fiorini, il biglietto della metro costa 320…Ho finito gli €
Ho con me il necessario per trascorrere la giornata, acqua e cibo, ma preferirei tornare subito a casa. Mi rimetto in cammino, verso la stazione più vicina della metro. Non so se correre il rischio di andare a vedere se c’è un autobus di mattina, una volta arrivato lì, sempre facendocela, sarei senza soldi ed in una zona lontana dal centro e senza niente da fare.
Tergiverso un pò, sono quasi le 7.30…potrei chiedere ad un amico che vive a budapest di aiutarmi con gli orari, gli mando un sms con la mia richiesta di info.
Mi avvicino alla fermata della metro, ho in mano i 300 fiorini, la mappa della città, il cellulare per attendere la risposta del mio amico.
Provo a chiedere l’elemosina, quei 20 fiorni che mi permeterebbero di comprare il biglietto.
Non sono abituato ed ho scarso successo con un paio di ragazzi, mi vergogno.
Devo avere una faccia da schifo, stanco, con una voce tenebrosa (per il raffreddore), uno giaccone invernale che stona con la bella temperatura (quando sono partito ad inizio marzo faceva molto più freddo ed aveva anche nevicato in queste zone).
Rimango così per qualche minuto, a guardare le mie mani, il cellulare, la mappa, i 300 fiorini.
Non ho tre mani, chiaramente🙂
Ad un certo punto, alzo lo sguardo, vedo una giovane signora che mi guarda e sorride, mi chiedo ‘.azzo vuole!?’
Lei si avvicina e mi fa ‘do you need any help?’ Un angelo!
Le dico ‘well…yes, actually I need some coin for the ticket’ mostrandole quanto ho in mano. Lei mi chiede quanto, le dico 20 fiorini, non sono niente in fondo, meno di 10 cents, ma per me moltissimo. Me li da, benedetta donna!
Ora sono le 8 e qualcosa, devo fare in fretta, ricordo sempre meglio che c’è un bus al mattino presto, ma non ho il biglietto, devo arrivare in tempo. Prendo la metro, scendo alla fermata prima di quella giusta, senza rendermene conto, corro, zaino in spalla, giaccone pesante addosso, sudo. Arrivo, non c’è nessuno alla fermata, nessun segnale o cartello (sempre stato così, o sai che sta li o non lo capiresti mai). Sono circa le 8.30 c’è un ragazzo solo, gli chiedo se è li per il bus per la rep ceca, dice di no. Aspetto ancora, ormai sono lì, cos’altro fare?
Verso le 9 arriva una donna con una valigia, le faccio la solita domanda, risponde di si, è li per il bus, partirà alle 9.30
Vittoria! No, aspetta.
Non ho il biglietto, la gente inizia ad arrivare numerosa, quando il bus è li siamo in tanti, chiedo all’hostess se c’è posto libero…
Mi dice di NO! .azzo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ed ora?????!!!!!!!!!!!!!
Il bus si riempie, conto la gente, seondo me non siamo in 52, le ripeto la mia richiesta, lei mi dice che il bus raccoglierà altra gente, a Gyor e bratislava, le dico che a me va benissimo viaggiare fino a bratislava, anche perdendo la validità del biglietto in mio possesso, che varrebbe per il viaggio del pomeriggio.
Accetta, mi dice che a bratislava si riempirà e dovrò scendere. Mi sta bene, da bratislava posso prendere un altro bus o treno per Brno.
Il viaggio è comodo, finalmente, non smetterò mai di decantare questa compagnia ceca, la student agency.
Bus confortevoli, accessoriati, servizio di hostess a bordo, televisorini, musica, bevande gratuite, puntualità e prezzi ottimi.
All’arrivo a bratislava, l’hostess mi si avvicina e gentilmente ricorda che devo scendere, ma che se qualcuno non dovesse presentarsi potrei proseguire con loro. Caso rarissimo, chiaramente, ma…Aspetto alla fermata, vedendo la gente salire.
Quando sono saliti tutti, la ragazza mi guarda e sorride, il caso rarissimo si è avverato! Posso risalire, sedermi ed arrivare a Brno nel pomeriggio.
Conclusione perfetta di un viaggio indimenticabile!

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