Racconto di viaggio: Costanza, Varna, Istanbul…parte prima


busQuesto racconto inizia dalla fine del precedente viaggio attraverso la ex-jugoslavia, esattamente da una telefonata. Era di un ragazzo tedesco, Max, che avevo conosciuto in un ostello a Ljubljana. Aveva dimenticato la sua macchina fotografica nell’auto di una mia amica. Mi chiedeva di spedirgliela in qualche modo, ma visto che era in viaggio non sapeva di preciso dove sarebbe stato. Max mi disse che verso la metà di maggio si sarebbe fermato ad Istanbul per qualche giorno, per incontrare la sorella. Fu così che decisi che nel mio prossimo viaggio avrei visitato 6 nazioni (Romania, Bulgaria, Turchia, Serbia, Ungheria e Rep Ceca) ed 8 città (Costanza, Varna, Istanbul, Plovdiv, Sofia, Belgrado, Budapest, Brno).

Per consegnare una macchina fotografica ad un backpacker come me!

Prima tappa: milano-Costanza

In aeroporto mentre aspetto l’imbarco incontro un ragazzo italiano, che va a trovare la ragazza (greca) che vive nella città rumena sul mar nero. Il nostro arrivo è previsto in tarda nottata ed io andrò a dormire a casa di una ragazza contattata attraverso couchsurfing. Non ci sono mezzi che mi possano portare dall’aeroporto a Costanza, la ragazza (Sara) si è offerta di venirmi a prendere ma non conoscendola, chiedo al ragazzo italiano se potrebbe darmi un passaggio, nel caso Sara non dovesse presentarsi.

2013-04-19 01.46.08Invece Sara è li che mi aspetta, insieme al suo ragazzo (Tomy), ad un suo amico (Costantin) ed ad una ragazza francese (Valentine), anche lei ospite a casa sua ed i suoi bellissimi cani. Arriviamo, lascio lo zaino ed andiamo a fare un giro della città, la seconda per grandezza in Romania. Fu fondata come colonia greca, ma non ha quasi niente che ricordi il suo passato. Oggi è una località turistica, sul mar nero, frequentata d’estate e abbandonata d’inverno, come ci rendiamo conto il giorno seguente, facendo una passeggiata in bici sul lungomare. La stagione si sta avvicinando ed i preparativi sono in corso, ma si vedono anche i molti locali e strutture lasciati a se stessi nei mesi freddi. Dopo una breve sosta sulla spiaggia per far giocare i due cani di Sara, rientriamo in città per un pranzo in un ristorante tipico, dove assaggio delle verdure cotte accompagnate da palline di polenta e formaggio locale. Non male ma nemmeno qualcosa che ricorderò a lungo. Dopo il 2013-04-19 14.16.32pranzo Sara e Tomy vanno a casa, mentre io rimango con Valentine a scoprire la città, ma soprattutto il mare con le tante conchiglie sparse sulla spiaggia ed i chiassosi gabbiani. La ragazza è interessante, giovanissima e minuta sta viaggiando da sola in Romania ed ha viaggiato allo stesso modo in Tunisia e Marocco. Sono affascinato dal coraggio con cui alcune ragazze affrontano viaggi non proprio in stile ‘alpitour’, da sole e con uno zaino in spalla, da backpackers.

Ci raccontiamo le nostre esperienze mentre sorseggiamo un thè in una sala di una libreria in centro, ascolto volentieri la sua storia, quella di una studentessa amante di letteratura francese, che vive da sola da molti anni, che si mantiene lavorando e che ama viaggiare.

Quando rientriamo a casa, Sara e Tomy decidono che possiamo ordinare una cena 2013-04-20 00.56.25mediorientale, a base di falafel, humus ed altre delizie, poi andiamo in un pub dove ci aspettano dei loro amici, curiosi di conoscere un italiano ed una francese in visita nella loro città. Sorin e Flory sono una coppia affiatata, amante dei viaggi, del mare e del naturismo. Lui si dedica a Valentine, felice di poter rispolverare il suo francese, mentre io parlo con Flory. Conoscono l’italia e l’adorano, come molti rumeni d’altronde. Volutamente mi comporto da ‘cafone’ con 2 ragazze che stanno allo stesso tavolo e che vorrebbero parlare in italiano con me, ma preferisco parlare in inglese, così finisco per snobbare clamorosamente queste due belle ragazze. Cose che succedono a chi viaggia!!! La serata continua in un giro di locali nel centro, ma devo dire che per essere venerdì c’è pochissima gente. Finalmente troviamo un posto migliore, il coyote ugly, musica varia, un mix di clienti, dal fighetto all’alternativo ed un lungo bancone con ragazze che ci ballano sopra.

2013-04-20 12.08.46Seconda tappa: Costanza-Varna

Il mattino seguente sia io che Valentine siamo in partenza, lei con destinazione transilvania, io verso la Bulgaria, Varna. Dopo un caffè e le ultime parole scambiate con i nuovi gentilissimi amici, saluto Sara e Tomy, che sono stati dei generosi padroni di casa, con la promessa di rivederci e restare in contatto.

Sorin e Flory accompagnano me e Valentine alla stazione dei treni, saluto anche loro e mi dirigo sulla strada verso il confine bulgaro, ho deciso di fare autostop. Preparo un cartello con la scritta BG (bulgaria) e mi piazzo in attesa di qualche generoso autista. Passano una ventina di minuti, ma niente, allora aggiungo al cartello le destinazioni Varna e Mangalia (città rumena al confine).

2013-04-20 15.33.23Questa volta va meglio, dopo una decina di minuti si ferma una macchina ed un giovane mi invita a salire su. Va a Mangalia, è rumeno ed iniziamo a chiacchierare, incuriosito dal mio modo di viaggiare. Ad un certo punto telefona a qualcuno e capisco che parla di me, sono un poco preoccupato, ma tutto si risolve al meglio, stava chiamando la sua ragazza che vive sulla strada per Mangalia, difatti dopo un po’ passiamo da li, lei è affacciata al balcone e ci saluta, incuriosita della storia di un italiano che fa autostop in Romania…

Dopo una mezz’ora di viaggio arriviamo a destinazione, ora mi tocca arrivare in Bulgaria, aspetto un minivan che mi porti a Vama Veche e poi da li vedrò. Nell’attesa compro dell’acqua ed un panino, pago e poi mi sento chiamare, non avevo preso il resto … poi diciamo dei rumeni!!!!

Dopo una lunga attesa, per pochi minuti di viaggio, arrivo a Vama Veche, che letteralmente significa vecchia dogana, un tempo era un villaggio di pescatori, mentre ora è un attivo borgo frequentato da studenti e giovani, che ogni anno, a partire dalla pasqua ortodossa si ritrovano qui per festeggiare, bere, divertirsi. Anche in maniera estrema, nudismo e droghe sono molto diffusi e tollerati. Ma io sono in viaggio verso Varna e non posso fermarmi. Continuo a fare autostop, un auto mi supera, poi si ferma, torna indietro, mi dicono che arrivano alla dogana, che mi possono lasciare li. Accetto ed in pochi minuti siamo arrivati.

A piedi l’attraverso, mentre i due ragazzi che mi hanno dato il passaggio si fermano al duty free. Io proseguo, sotto un sole caldo di un sabato pomeriggio di piena primavera. Piccolo particolare, ho uno zaino di 10 kg sulle spalle, che mi accompagnerà per i quasi 15 km che mi separano dal primo paesino. Le auto che passano sono pochissime e quindi sono sfortunato nella mia ricerca di un passaggio. Arrivo al primo paesino e chiedo di un bus per Varna, ma mi fanno capire che non c’è ne sono … sono distante più di 100 km dalla mia prossima destinazione, sono stanco ed è pomeriggio inoltrato. Non male come situazione!

2013-04-20 17.23.30Ad un certo punto vedo un furgone che scarica oggetti in un negozio, chiedo se mi può dare uno strappo fino alla prossima cittadina, il tizio sbiascica qualcosa che sembra un no, insisto e lui mi dice di salire su ed aspettarmi. Finisce la consegna e mette in moto. Non parla inglese, io non parlo bulgaro, ma gli faccio capire che devo arrivare a Varna in qualche modo. Al prossimo paesino si ferma a fare un’altra consegna e mi dice di aspettare. Ripartiamo ancora ed arriviamo in un altro posto, stessa cosa, scende, scarica della merce, piccoli articoli da regalo, souvenir, poi ripartiamo. Iniziamo a conoscerci meglio, ci presentiamo, mi racconta della sua vita, della sua famiglia e mi da un biglietto da visita.

C’è scritto Varna, faccio vedere fiero che posso leggere il cirillico, annuisce con un breve sorriso.

Intanto il viaggio prosegue ed io non so dove mi fermerà, alle fermate successive mi offro di aiutarlo a scaricare la merce, ma lui preferisce fare da solo, lasciandomi aspettare sul furgone. Così paesino dopo paesino, fermata dopo fermata, capisco che mi porterà fino a Varna, dove vive. Mica facile se non si parla la stessa lingua o nessuna in comune!!! Mi va benissimo, cerco di fare compagnia a questo mio coetaneo, che per vivere distribuisce articoli vari lungo la costa del mar nero bulgara, ogni giorno, facendo 100 km in una direzione ed altrettanti per ritornare a casa. E’ sporco, sudato, fuma come un turco e parla poco. La sua donna lo ha lasciato e vede i suoi figli molto raramente. In tutto questo ha dato una mano ad un italiano che viaggia per passione e che non vuole lavorare né avere una famiglia.

2013-04-20 22.09.57Quando ci avviciniamo a Varna riconosco alcune destinazioni turistiche famose, Albena, Kavarna (dove un sindaco con la passione per il rock ha creato un festival ed ci ha fatto suonare i metallica … credo, ma non ne sono sicuro!). Una volta in città mi chiede dove devo andare, ho prenotato un ostello e ricordo alcune indicazioni per arrivarci, ma lui non conosce il posto. Mi faccio fermare vicino la cattedrale, lo saluto e lo ringrazio, è stato di grosso aiuto!

Trovo senza problemi l’ostello chiedendo informazioni in giro. Dopo una doverosa doccia vado alla ricerca di qualcosa da mangiare, memore dei bei ricordi avuti in una precedente visita in Bulgaria, cerco un panificio dove hanno delle paste salate troppo buone, ripiene di formaggio locale. Sono troppo stanco per visitare la città e vado a dormire. Non ho fatto i conti, però, con uno strano tizio che sta in camera con me.

2013-04-21 14.54.46Un tedesco che stava dormendo al mio arrivo, si sveglia ed esce nel pieno della notte (portandosi lo zaino e facendo un casino nel prepararlo) e poi rientra al mattino, rimettendosi a dormire. Mah!!!!

È domenica, alle 1130 c’è il free walking tour e scopro di essere l’unico ‘turista’, per cui mi godo la visita guidata ‘personalizzata’, interessante, ma anche un po’ pallosa, essendo l’unico a doverla ascoltare. Dopo pranzo vado a fare due passi sul lungo mare, rivisitando i posti del tour, come a metabolizzarli meglio.

Il giorno seguente mi attende Istanbul, che insieme a Costanza sarà l’unica città che non avevo mai visitato prima.

2013-04-22 14.56.43Terza tappa: Varna-Istanbul

Dalla stazione dei bus partono diverse corse verso la capitale turca, su internet avevo letto buone recensioni sulla Tourizm, in effetti il mezzo è comodo, ha un servizio hostess, con snack ed acqua offerti e dei mini-schermi posti sul sedile anteriore, che però non posso sfruttare, essendo i film proposti solo in turco. Dopo aver attraversato la costa e l’entroterra bulgaro, arriviamo al confine, dove riceviamo il visto d’ingresso e siamo sottoposti ad un severo controllo dei documenti e dei bagagli, facendoci scendere dal mezzo. Una volta entrati in Turchia mi sorprendo di vederla più progredita rispetto ai paesi rumeni e bulgari. Arrivare ad Istanbul via terra ti fa capire molto di questo paese e di questa città. Entrambi sono in continua crescita. La città è enorme. Noto delle bandiere enormi appese su lunghi fili che collegano grattacieli. Con circa 15 milioni di abitanti Istanbul è tra le città più popolose mai visitate. Il terminal dei bus è enorme, disposto su più piani. Faccio fatica a capire come devo raggiungere il centro, ma dopo un po’ di giri e grazie alla disponibilità e cortesia dei turchi, prendo la metro in direzione centro. Per accedervi bisogna acquistare dei gettoni – jeton. Ogni jeton da diritto ad un viaggio (non importa quanto lungo). Ogni volta che si cambia mezzo si deve usare un nuovo gettone. Quindi metro e poi un tram moderno mi portano nel cuore della zona turistica, Sultanhamet, dove ho un ostello prenotato. Lascio lo zaino, faccio una doccia ed esco a fare due passi, elettrizzato dallo scoprire questa città.

2013-04-22 20.39.36È già sera e quasi scuro, non vedo moltissimo ma rimango incantato dalle moschee, dal giardino fiorito e dai giochi di colore della fontana. Purtroppo però sono nel cuore della zona turistica ed i prezzi sono molto alti (almeno per i miei standard e per quanto mi aspettavo). Mangiare e dormire ad Istanbul è relativamente più caro di tanti altri posti dei balcani. Quando rientro in camera scopro di dividerla con uno svizzero ed una russa, anche loro in viaggio da soli, ma entrambi alla fine del loro tour. Festeggiamo la conoscenza con un thè e dei dolci turchi. Durante la notte la camera si popola di altri ospiti arrivati a notte fonda.

Al mattino ho la spiacevole notizia che la camera non è disponibile per un’altra notte, il che mi infastidisce perché devo mettermi alla ricerca di un’altra sistemazione, ma in effetti il posto è brutto e per niente un ostello. Quindi zaino in spalla ed alla ricerca di un posto dove dormire!

Lo trovo in zona, un piccolo ostello, praticamente un appartamentino, che però ha posto solo nella camera delle ragazze. Per fortuna accettano di farmi dormire li con loro, lascio lo zaino e mi metto subito alla scoperta della città. Visito la zona del bazar, poi il golfo del bosforo, con il ponte di galati che porta alla torre omonima ed alla zona più moderna della città. Visto che in serata devo incontrare il tedesco Max per ridargli ciò che aveva perso e che ha scaturito questo viaggio, cerco di vedere quanto più possibile nella zona dove risiedo. Max conosce bene la città e conto su di lui per vedere qualcosa di più caratteristico.

2013-04-23 16.40.09Finisco così per passeggiare sul lungo mare, in una zona che si rivelerà essere quella degli zingari. È festa nazionale (per questo tutte quelle enormi bandiere turche esposte ovunque) e noto con curiosità gli stand improvvisati, dove si può acquistare bevande e snacks ed anche luna park artigianali, con tiro a segno fatto con palloncini appesi a corde fissate su rami di alberi e posti sugli scogli.

In serata incontro finalmente Max, è felice di riavere la sua camera, mi racconta del suo viaggio, mentre andiamo in uno shisha bar, sul ponte di galati. Il giorno dopo lo trascorro alla scoperta ancora della città. Avrei voluto partecipare al free walking tour ma all’appuntamento non trovo nessuno. Deluso mi dirigo verso la stazione dei bus per informarmi sugli orari per Plovdiv, visto che il giorno seguente sarò di nuovo ‘on te road’.

2013-04-24 13.02.50Ritornando verso il centro visito la bella università cittadina. All’ingresso devo dire che un controllo di documenti mi stava facendo desistere, ma per fortuna ho chiesto se si poteva entrare e sono stato fatto passare. Da alcuni punti c’è una bella vista dall’altro del bosforo. In serata ho un appuntamento con una ragazza della comunità cittadina di couchsurfing. Non mi ha potuto ospitare ma si è offerta di incontrarmi per raccontarmi un po’ della città e di chi ci vive.

Ci vediamo in serata, visto che lavora, a piazza Taksim (che ora è su tutti i media per la coraggiosa protesta dei turchi contro le decisioni criminali del governo e dei ‘soliti noti’ politicanti che sono al servizio dei pochi e ricchissimi padroni del mondo invece di essere dalla parte della comunità.

 

2013-04-24 20.20.34Nella piazza c’è una manifestazione degli armeni che richiedono il riconoscimento del genocidio subito dal loro popolo per mano dei turchi. Uno sparito gruppetto di nazionalisti locali lancia slogan contro l’evento.

Per arrivarci percorro il ponte di galati e vedo la bella torre omonima, risalgo le strade commerciali ed in stile occidentale. Puntuale alle 19 arriva Seda, prendiamo delle birre e mi porta in un bellissimo posto. Una scalinata che affaccia sul Bosforo, dove di sera si radunano i giovani per bere, chiacchierare e godersi una bella vista sulla parte asiatica della città.

 

 

universityview dall’università

baklava baklava

bazaar gran bazar

istanbulbrid bosforo

jeton gettone

kebab kebab

mosque night

Segue…

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