Un ‘italiano’ a Malta


2014-03-24 16.48.29Chi non ha sorriso (anche amaramente) davanti al video dell’italiano in vacanza a Malta?

Nella settimana trascorsa in questa bella e soleggiata isola mediterranea ho conosciuto ed incontrato diversi italiani, alcuni mi hanno ricordato il protagonista del video, alle prese con una pessima pronuncia inglese, altri, invece, hanno messo in luce la realtà dei famosi ‘cervelli in fuga’, italiani che valgono e che cercano un futuro migliore all’estero.

Ma non solo di incontri con italiani voglio parlare, con le mie parole, spero di far rivivere gli scorci sul mare, le sferzate di vento fresco, il calore del sole e della gente dell’isola e, se possibile, qualcosa in più. Iniziamo!

Giorno uno

Il viaggio inizia in aereo, anzi prima, ho una piacevole sorpresa da un parcheggio poco lontano dall’aeroporto di Bergamo, che mi consente di lasciare l’auto per una settimana a soli 16€

Posso finalmente dedicarmi al viaggio, entrato in aereo mi siedo di fianco ad un ragazzo ed iniziamo a parlare, abitudine ormai in disuso durante gli spostamenti. Ricordo i lunghi viaggi in treno da milano a Napoli, ogni volta erano occasione per conoscere gente nuova, sentire storie nuove, mentre oggi si è persa un po’ questo sano comportamento. Non è così con Matteo, dal momento che mi siedo fino all’atterraggio ci scambiamo le nostre storie, opinioni e commenti su molto, mi racconta che vive a Malta da circa due anni, lavorando in un impresa edile, di come sia felice di aver lasciato l’italia che non gli dava speranze e soddisfazioni, gli ho parlato dei miei viaggi e delle mie esperienze, abbiamo messo a confronto i modi di vivere all’estero ed analizzato i problemi italiani, trovandoci spesso in sintonia.

Una volta arrivati ci siamo lasciati con l’idea di rivederci per un paio di birre. Per arrivare all’ostello ho dovuto prendere il bus X2. Il costo dei mezzi pubblici maltesi è piacevolmente limitato, ho preso un biglietto settimanale a soli 6,50€ (mentre il giornaliero costa 1,50€). Ho dovuto aspettare un po’, all’arrivo del bus l’autista ha spiegato che c’era un traffico incredibile e che avremmo impiegato quasi due ore per arrivare a destinazione. In effetti noto che, per essere una piccola isola, il numero di auto è sproporzionatamente alto. Altra particolarità dell’isola è la scelta di guida a destra, come tutti i paesi anglosassoni. Giunto a Balluta bay, seguo le direzioni e, dopo una bella salita ripida, raggiungo l’ostello, Hostel Malti.

2014-03-24 18.53.41Mi accoglie Aaron, uno dei due proprietari, mi fa accomodare e mi da una mappa dell’isola, spiegandomi attentamente tutte le attrattive dell’isola ed i luoghi di maggior interesse. Veramente una persona gentile e amichevole. È sera e sono stanco e debilitato da un lungo e persistente raffreddore, per cui faccio un po’ di spesa, cucino e poi mi rilasso nella living room/common area dell’ostello dove conosco altri ospiti.

C’è un signore irlandese, amante delle partite di biliardo in tv, un paio di ragazzoni australiani, 2 ragazze canadesi che il giorno seguente partono per l’italia e poi per il ‘camino di Santiago’, un esuberante siciliano con un simpatico inglese/siciliano ed altri ancora.

Quando torno in camera mi imbatto in un italiano durante la sua attività preferita … no! Che avete capito! Stare al cellulare! Mentre tutti eravamo giù a socializzare lui era in camera a raccontare alla nonna, agli zii ed ai parenti il suo incredibile arrivo a Malta. È alla prima esperienza in ostello e si preoccupa (gentilmente) di non darmi fastidio con la sua routine (sveglia, lettura, telefonate). Gli spiego che siamo in un ostello e che ognuno è libero di fare ciò che vuole, basta non esagerare e rispettare gli altri. Altra informazione utile a chi decidesse di visitare Malta: le prese della corrente hanno bisogno di un adattatore (tipo uk)!!!!!!!

Giorno due

Nottata tremenda, raffreddore e tosse continui, alle prime luci dell’alba apro gli occhi e preferisco mettermi alla scoperta di Malta. Scendo a fare colazione, la mia faccia è uno straccio, occhiaie tremende, per fortuna sono ancora tutti nei loro letti. Dopo un po’ incontro Aaron e Chris, l’altro proprietario dell’ostello, mi suggeriscono un itinerario ed un programma per la giornata che decido di seguire.

2014-03-25 10.59.21Inizio con visitare Valletta, la capitale dell’isola. Prendo un bus, salgo ma è pieno, mi siedo dove dovrebbero essere appoggiati i bagagli, di fianco a me c’è una ragazza, iniziamo a parlare e scopriamo che non è necessario farlo in inglese, siamo entrambi italiani. Cristina è ligure, vive a Malta da qualche mese, insegnando inglese. Quindi esistono italiani che sanno parlare bene in inglese!!!🙂

Ci raccontiamo un po’ le nostre storie, fino al momento in cui deve scendere dal bus, le lascio i miei contatti e ci promettiamo di rivederci nei prossimi giorni. Dopo poco giungiamo allo stazionamento di Valletta, poco distante dalle vie principali della città. Inizio con il vedere i bastioni che la circondano, arrivo in un punto ai piedi di un enorme muro, piccole casette per pescatori alla base, compresse tra il muro e gli scogli.

C’è un bel sole ma anche un po’ di vento, un vecchio pescatore mi saluta mentre stringe una tazzina del caffè fuori dalla sua piccola abitazione. Dopo gli autisti di bus ed i proprietari dell’ostello è il mio primo contatto con qualcuno del posto.

2014-03-25 11.23.19Risalgo verso il centro, dirigendomi verso la terrazza da dove si assiste al ‘saluto’ di mezzogiorno. Quella che, ormai, è diventata un’attrattiva per i tanti turisti dell’isola, lo sparo di un cannone allo scoccare della 12esima ora della giornata. Mentre aspetto mi siedo a riposare e sono spettatore fortunato e schifato al tempo stesso di un attacco da parte di un piccione ai danni del mio ignaro e sfigato vicino di panchina. Tutto è pronto per lo sparo, decido di girare un piccolo video con un commento inaspettato e colorito …🙂

Dopo lo spettacolo del cannone torno a prendere un bus che mi porti a Mdina, l’antica capitale maltese, dal nome arabo. Sono seduto al mio posto ad osservare la mappa, quando una signora mi chiede se ho bisogno di aiuto, iniziando a raccontarmi la storia di Malta, dei cavalieri (knights), dei ‘grand-master’ i gran maestri che la regnarono, dell’arrivo delle truppe di Napoleone e delle razzie che fecero, della richiesta di aiuto inviata agli inglesi e dell’arrivo dell’ammiraglio Nelson che liberò l’isola dai francesi ponendola sotto il controllo inglese per i futuri secoli, della situazione attuale, con una parte della popolazione che sta ostacolando il mantenimento della lingua e delle tradizioni maltesi e tanto altro.

2014-03-25 13.25.52Arrivo a Mdina, la giro velocemente e distrattamente, un po’ perché sono stanco e poco riposato, un po’ perché inizio ad aver fame e vorrei tornare in ostello.

La città è quasi deserta, forse per l’orario, le case sembrano vuote, ma non abbandonate, verrò a sapere che essendo sotto tutela artistica e storica, le abitazioni non possono essere vendute, le famiglie proprietarie le passano da generazione a generazione.

2014-03-25 13.33.15La vista dalle mura della città del mare e della campagna circostanti e sottostanti è molto gradevole, mi distoglie dalla stanchezza e dalla fame. Ma fino a quando? Mi metto in attesa del bus che mi riporti a Valletta e poi da li all’ostello. Rientro nel pomeriggio inoltrato e l’unica cosa che voglio fare e mettermi a letto a riposare un po’. Quando riapro gli occhi è scuro fuori, sono ancora frastornato, ho solo voglia di mangiare qualcosa e tornare a dormire. Ma in ostello è arrivato un ciclone … un ragazzo coreano che ricorda il tizio di ‘gamgam style’, a differenza di tutti i coreani che ho conosciuto fin qui, lui non è: timido e rispettoso. Anzi! Parla con tutti con il suo improponibile inglese, quando gli chiedono se è cinese dice senza mezzi termini che odia tutti i cinesi, poi inizia a bere e prende di mira l’italiano che sta in camera con me, continuandolo a chiamare ‘minchia’. Uno spettacolo per tutti gli ospiti dell’ostello. La notte trascorre così, tra risate condivise per lo show del coreano più pazzo del mondo.

2014-03-26 11.44.32Giorno tre

Finalmente mi sveglio un po’ più riposato, Aaron mi consiglia di andare all’isola di Gozo, ma non sono ancora in forma perfetta per trascorrere tutto il giorno fuori, opto per un escursione nel nord di Malta.

Con il bus raggiungo lo scalo per l’imbarco per Gozo, sarei dovuto scendere prima, visto che voglio andare a vedere Armier bay, sulla punta nord-est dell’isola. Devo riprendere il bus e farmi lasciare qualche fermata più in là, poi inizio a camminare tra prati verdi con vegetazione mediterranea, precipizi sul mare, fino alla punta estrema di questo lembo di terra. In un clima surreale arrivo in un piccolo piazzale con una strada che termina davanti ad una chiesetta dove sono raccolti una trentina di ragazzi in maschera, stanno girando qualcosa come un video musicale. Li ignoro completamente, attratto dalla bellezza delle pareti rocciose a picco sul mare. Con leggerezza ritrovata grazie al paesaggio ed al bel sole, mi rimetto in cammino, ad ogni persona che incontro scambio il saluto abitudinario tra chi cammina e rispetta l’ambiente, faccio in tempo ad incrociare anche un simpatico tizio che (in inglese) mi chiede come sto e mi augura una bella giornata, ricambio, con crescente entusiasmo.

2014-03-26 12.07.15È incredibile come le persone positive siano contagiose e capaci di migliorare l’umore in pochissimo tempo.

Mentre aspetto il bus alla fermata, mi avvicino all’acqua del mare che bagna la bella spiaggia di Melliena Bay. A dire la verità mi avvicino un po’ troppo, ma per fortuna il sole caldo asciugherà presto le scarpe.

Rientro in ostello e mi ributto in branda, sentendo la stanchezza per la lunga passeggiata sotto al sole.

Quando mi sveglio mi unisco al gruppo che si sta godendo l’ennesimo show del coreano, questa volta ha puntato una ragazza turca, alla faccia della timidezza le dice di amarla e le promette di sposarla il prima possibile ma lei non cede alle avances.

Scelgo di vedere Valletta di sera, arrivo verso le 7 e scopro, con sorpresa, che è praticamente deserta. Negozi chiusi, pulizia delle strade in corso. Vado al balcone del ‘saluto’, tira un vento freddo che mi sconsiglia di restare a lungo. Rientro in ostello un po’ deluso, vorrei comprare qualcosa da mangiare ma i negozi sono tutti chiusi dopo le 7!

2014-03-27 10.27.59Giorno quattro

Cristina mi ha invitato ad andare a cena a casa sua, nel pomeriggio ho un escursione organizzata alle cliffs di Dingli, insieme ad un gruppo di persone. La mattina, quindi, opto per qualcosa di non stancante, chiedo ad Aaron se posso portare a spasso il suo bellissimo cane, una giovane boxer. Accetta volentieri, ci dirigiamo verso il lungo mare dove vengo trascinato dall’impazienza della bella cagnetta. Devo faticare non poco a farla stare al mio passo ma alla fine ci riesco. Dopo aver mangiato i miei primi ‘pastizzi’, la specialità maltese di cibo da strada ‘street-food’, un tortino rustico riempito di ingredienti varii, provo un pastiz al ripieno di piselli ed uno al formaggio. Buoni, ma ‘leggermente’ pesanti. Sicuramente economici, meno di 1 € ciascuno.

Alle 14 mi dirigo all’appuntamento per l’escursione organizzata Malta Green Walks, un ragazzo francese ed uno spagnolo, siamo una decina circa, per loro è la prima uscita ufficiale di questo progetto che consiglio a chiunque trascorra una vacanza a Malta. La quota di 5€ comprende il viaggio andata e ritorno con un mini-bus verso la destinazione, con visita guidata da parte dei due ragazzi.

gruppoIl gruppo si muove deciso, ammiriamo le rare campagne maltesi, che in primavera sono di un sorprendente verde costellato da fiori gialli e rossi.

Ovunque si notano chiese e chiesette, a Malta si contano 365 luoghi sacri, uno per ogni giorno dell’anno.

Raggiungiamo una collina sormontata da una croce enorme, ci fermiamo per una piccola sosta ma il vento che sale d’intensità ci spinge a continuare la nostra camminata verso il punto più suggestivo, gli strapiombi, le cliffs. Li raggiungiamo in poco tempo, sfido le vertigini e la paura del vuoto, sedendomi di fronte al mare, guardandolo dall’alto del mio punto di osservazione.

vinoIl vento si fa sentire sempre di più, decidiamo di aspettare il tramonto del sole che si tufferà a mare. Nell’attesa stappiamo una bottiglia di vino rosso, gentilmente offerta dagli organizzatori del Green Walk Malta a celebrare la riuscita di questa loro prima uscita, di una lunga serie, mi auguro.

Rientriamo in ostello a sera inoltrata, io mi preparo per andare a casa di Cristina ma la sfortuna è dietro le spalle … sarà stato il freddo, saranno stati i pastizzi, fatto sta che spendo un’abbondante mezz’ora chiuso in bagno. Sono quasi sul punto di rinunciare, per fortuna la sua casa è vicinissima all’ostello, ed opto per restare a digiuno, rimaniamo a parlare, in attesa che i suoi coinquilini spagnoli organizzino la cena.

Crsitina è molto interessante, è un’antropologa che ha lavorato e vissuto in australia, a contatto con gli aborigeni, poi in vietnam insegnando inglese ed in altri paesi. Abbiamo in comune la partecipazione alla community di couchsurfing e la passione per i viaggi. Quando la loro cena è pronta preferisco rientrare in ostello, ci salutiamo promettendoci di rivederci prima della mia partenza. In ostello quasi tutti sono raccolti a parlare e bere qualcosa sui divani. C’è un tizio americano che è vissuto in un paesino nel catanese.

È incredibile come alterni discorsi in americano con altri in italiano con forte cadenza siciliana. Sarebbe anche simpatico ed interessante da ascoltare se non continuasse a ripetere che non gli piace la sicilia. Certo ognuno può avere le sue opinioni ma quando sei americano credo che non si abbia il diritto di criticare altri luoghi, visto che si proviene dal peggiore di tutti!

Ci sono molti siciliani che vengono a Malta, ora più che mai per lavorare o per imparare l’inglese, in aliscafo l’isola maggiore e quella minore distano circa un’ora.

Giorno cinque

Solita sveglia di mattino presto, anche perché la sera non sto uscendo, ma soprattutto per sfruttare le ore migliori della giornata. Da quando sono a Malta ho notato che nel pomeriggio il vento diventa molto fresco, quasi freddo ed io ho portato con me solo una felpa ed una giacchetta primaverile.

goldenbayMentre faccio colazione assisto ad una delle scene più strane viste in ostello. Una coppia si scalda la pizza rimasta dalla cena precedente e fa colazione così! Quindi se non condividete il concetto di british breakfast, pensando che non sia umanamente possibile mangiare uova fritte e pancetta alle 8 del mattino, sappiate che ho visto con i miei occhi mangiare una pizza (della sera prima) invece di un classico cappuccino e brioche! A metà tra lo schifato ed il divertito mi dirigo verso l’escursione scelta per questa mattinata: Golden bay. Ricordandomi della precedente passeggiata verso Armier bay, prendo il solito bus che va verso nord, sapendo di dover cambiare ed aspettare la linea che mi porterà alla mia destinazione.

Quello che non considero è che il tempo d’attesa è di circa 45 minuti, ne approfitto per scambiare due parole con altri che aspettano alla fermata. Sono turisti scandinavi, l’isola è una meta popolare per danesi e svedesi, oltre che per inglesi e irlandesi.

A primo impatto sono un po’ deluso da Golden bay, certo è una bella spiaggia di sabbia ma la giornata ventosa e le strutture (brutture) alberghiere la rendono noiosa. Per fortuna in ostello mi avevano detto che ci sono 3 baie da visitare attraverso un percorso.

gold Mi metto in marcia e raggiungo la vetta della collinetta da dove posso osservare una spiaggia molto più naturale, senza edifici attorno.

Una coppia di persone sta facendo kite-surf, sfruttando al meglio la giornata ventosa e le onde che spumano l’acqua.

Sono quindi nella seconda baia e vedo che c’è un promontorio ed una terza insenatura alla mia sinistra.

Ci sono due vie per raggiungerli, la bassa che costeggia la spiaggia ed una più in alto. Pregustando la vista dall’alto scelgo la seconda e vengo ripagato da una visione spettacolare.

 

 

goldpiccolissimaIl lembo di terra che porta al promontorio divide le due baie, una battuta da vento ed onde, l’altra più riparata e calma.

Poche persone si sono avventurate fin qui ma ognuna di loro che incontro è contenta di scambiare un sorriso ed un saluto.

goldpiccola

Quando vado via, decido di prendere il bus fino a Mosta, un paesino quasi al centro dell’isola, dove faccio un po’ di spesa, mi è tornata la fame, ed è un buon segno. In ostello vengo contattato da Matteo, il ragazzo che avevo conosciuto sull’aereo, ci diamo appuntamento per un paio di birre, è venerdi sera ed ho voglia di uscire. Andiamo in un bar nella zona di Gzira, vicino Sliema, famosa per le partenze dei ferry che fanno i giri turistici dell’isola. Beviamo e parliamo un po’, sono ancora poco in forma con lo stomaco e il resto della notte preferisco trascorrerlo ascoltando la band che fa un discreto live di musica rock con brani classici ed evergreen. Racconto un po’ le mie storie e quello che ho visto in questi giorni a Matteo. Serata tranquilla ma piacevole. Quando rientro in ostello non c’è nessuno, erano usciti in gruppo, e torneranno alle prime ore del mattino.

Giorno sei

pescatoriAltra sveglia (naturale) prima delle nove del mattino, mi viene suggerito di visitare il villaggio di pescatori di Marsaxlokk con una vicina baia. Raggiungo in bus Valletta, cambio un mezzo di un’altra linea, attraversando paesini del sud dell’isola, arrivo a destinazione.

Mi aspettavo qualcosa di meglio, ci sono solo barche in mare e qualche ristorantino che vende menù a base di pesce fresco. Assisto alla buffa scena di due cani che accompagnano un pescatore e che per ammazzare il tempo giocano con delle bottiglie di plastica lanciate in mare.

Mi rimetto in cammino per vedere Peter’s pool, chiedo info alle persone che incontro e finalmente arrivo su una collina con una vista spettacolare su una baia con acqua bellissima.

velaUna barca a vela cerca di fermarsi e godersi la bellezza del posto da vicino. La parete di roccia che cade a picco nel mare la rendono impossibile da utilizzare come spiaggia. Proseguendo raggiungo la famosa Peter’s pool, piscina di Peter.

La roccia friabile che la avvolge è ricoperta da segni e nomi lasciati dai precedenti visitatori. Mi sdraio a godermi un po’ di caldo e riposarmi. Quando riapro gli occhi c’è un signore che mi saluta, è sorridente e si avvicina, facendomi le solite domande del caso: where are you from? What’s your name? …

Continuiamo a parlarci, si chiama Stevie, è maltese ma ha vissuto in canada, quando gli dico che sono di Napoli mi racconta che ha un caro amico della mia città e mi chiede se posso mandargli un video messaggio attraverso il suo tablet. Lo faccio con piacere, continuiamo a parlare fino all’arrivo di una coppia di ragazzi, chiedono se abbiamo da accendere, io no, Stevie con immensa gentilezza, va dove ha lasciato il suo zaino, prende l’accendino e lo da ai ragazzi.

maltaseaRiprendiamo la nostra conversazione, anche ritornando al villaggio per riprendere il bus. Anche lui mi racconta la storia di Malta, ormai sono diventato un esperto.

Quando arriviamo a Valletta mi invita a provare dei dolci leggermente fritti alla pasta di datteri, gustosissimi! Rientro in ostello, si sta organizzando la spesa per fare un barbecue in serata.

Mi raccontano cosa hanno fatto la notte precedente, bevuto, bevuto e … bevuto.

Qualcuno si rilassa nella jacuzzi, io trascorro un po’ di tempo a guardare delle partite insieme ad un simpatico ragazzo marocchino che vive in francia ed un olandese. Tra panini con carne alla brace, birre fresche e calcio trascorre anche questa serata gradevole in ostello.

hostelmalti

Giorno sette

Ultimo giorno completo da trascorrere a Malta, sarei dovuto andare a Gozo ma le previsioni davano tempo brutto, poi preferisco lasciare qualcosa alle spalle, così da avere un motivo in più per ritornare qui.

trecittaVado a Valletta, fermandomi diverse volte lungo il tragitto per osservare da vicino le onde che si infrangono sulla costa. Da Valletta  prendo il bus nr. 1 per Isla, poi a piedi raggiungo ‘vittoriosa’.

Sono stanco, fa un caldo un po’ secco e dopo aver camminato tutta la mattina rientro in ostello.

Scopro che il mio letto è occupato da un’altra persona, Chris mi spiega che l’ostello è pieno e visto che la mattina dopo sarei dovuto partire, hanno pensato di spostarmi su un letto nell’edificio degli appartamenti.

Mi sta bene, devo comunque fare lo zaino per la partenza, mi faccio accompagnare al nuovo posto che è giusto di fianco all’ostello. Ci sono 2 ragazzi italiani, della provincia di foggia, parliamo un po’, finchè loro non si preparano per uscire, c’è una festa nella vicina zona di Paceville.

Nel frattempo mi contatta Cristina, chiedendomi se ho voglia di vederci, in serata. Chiaramente si.

Da notare che tutti gli ospiti dell’ostello mi avevano invitato ad andare al concerto all’aperto che si terrà quella notte in vista della festa nazionale del giorno dopo, in più, quella sera era in programma la partita Napoli-‘rubentus’🙂

Ma preferisco rivedere Cristina, a casa sua mi fa conoscere la sua coinquilina lituana ed il suo ragazzo maltese. Storia incredibile la loro, si sono conosciuti a pochi giorni dal suo arrivo a Malta e sembrano felici insieme. Trascorriamo del tempo parlando piacevolmente. Quando capiscono che mi sto perdendo la partita decidono di controllare il risultato. Sono indeciso se farmelo dire o meno, decido di no, loro mi dicono che una squadra sta vincendo … no, dai! Non resisto, ma contengo la mia gioia quando scopro che siamo in vantaggio contro l’odiata rivale. La serata prosegue e vengo messo al corrente anche del raddoppio. Praticamente verrò a sapere che mi sono perso la partita più bella del Napoli in questa stagione.

Cose che capitano a chi viaggia!

La mattina seguente mi sveglio presto, alle 7 sono già in strada ad aspettare il bus che mi porti in aeroporto, un po’ spaventato dal fatto che sia festa nazionale e che il servizio potrebbe subire dei disagi.

Non è così, dopo qualche minuto passa la navetta, in anticipo (o in ritardo) sull’orario indicato in tabella.

Provo a pagare ma l’autista mi fa cenno di salire. Mi piace questa ospitalità maltese!

 

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