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Trapani: Sicily. South italy

1514962_460629950746360_1089747667841834454_nTrapani is a small city in Sicily, the beautiful mediterranean island in South italy.

Thanks to an airport with low cost flights, Trapani can be perfect for a late autumn/winter break. From the airport there is a shuttle bus that run every hour, price is almost 5 Euro.

I spent 3 days at the beginning of this month and it was pleasent, to say the least, to sunbath, swimm in a clear and refreshing sea. Sea, warm weather, kind and hospitable locals, tasty fresh food will be part of your staying in Trapani.

The city doesn´t boast hords of tourists, actually is pretty unrated and rarely known. If you are a real traveller and explorer, this is a dream!

Knowledge of italian is necessary, however sicilians, as southern italians know the art of body/hand language, eventually you will manage a somehow conversation 🙂

 

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What to do in Trapani?

– Enjoy the sea, Trapani has the best city beaches in the whole italy. In the evening a relaxing jogging at the promenade.

– Try local food at the many small restaurants. Fish is the main dish, sword-fish and tuna on the top. Couscous is also very tipycal, influence of the close-by north africa is strong.

– Visit Erice, a medioeval small town on the top of a hill, you will be surprised by: 1) the stunning view 2) temperature gap (especially in summer…) 3) lovely narrow streets and atmosphere

– In summer time take a ferry to the Egadi island Favignana, once there rent a bike. When you come back home, you could tell me: ´Thanks!´ 🙂

 

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Palermo (raccontata dall’amico Marco)

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Innanzitutto, un piccolo ma doveroso preambolo: sono ospite di queste bellissime pagine del mio amico Pedro, che ogni volta che ho la fortuna ed il privilegio di leggerlo nelle sue avventure e nei suoi viaggi, mi fa respirare quello che potrei chiamare semplicemente  “vivere in libertà” senza però rendere piena giustizia al suo fantastico progetto.

Detto questo spero di essere all’altezza e spero per chi mi legge di farlo sentire anche in minima parte come mi sento io quando leggo dei viaggi di Pedro.

 

    

PALERMO

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Prima volta per me a Palermo e prima volta per me in Sicilia.  Mi son sempre vergognato un po’ di pronunciare la fatidica frase “no, non ci son mai stato”, ma tant’è, anzi ma tant’era perché adesso ho (in minima parte, of course) rimediato a tale gravissima mancanza.

Sono stato un po’  ovunque nella mia vita (ho avuto questa inestimabile fortuna):  dal deserto Australiano alla periferia di Hong Kong, dalle terme islandesi alle baraccopoli indiane passando per le strade di Brooklyn e le chiese ortodosse russe, ma fino a ieri, mai in Sicilia. Che vergogna !

 Questo piccola parentesi per ricordarmi una volta in più quanto le bellezze e le unicità di casa nostra vengano spesso snobbate a favore di mete più esotiche e sulla carta più misteriose…

Arriviamo a Palermo per il classico weekend lungo, siamo io e la Cinzia, la mia ragazza: partenza Venerdì in mattinata e ritorno il Lunedì in serata.

Che cosa mi aspetto da Palermo ? Palermo l’ho sempre e solo vista nei film e letta nei libri, ma quale sarà la vera Palermo, la Palermo che troverò , quella che mi colpirà maggiormente?

Sarà la cinica Palermo di Wim Wenders ? Sarà la Palermo de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa o quella di Sciascia ? Sarà la Palermo raccontata nei film cult della mia adolescenza (“Ragazzi fuori “ e “Mery per sempre”) o quella ritratta da Guttuso ?

Volo EasyJet, da 50 Euro e qualcosa prenotato a Natale, arrivo in orario a Punta Raisi: sono le 14,30 del pomeriggio e il sole che avevamo lasciato a Milano ci accoglie anche al nostro arrivo.

Prendiamo fuori dall’aeroporto un bus (Euro 6,30 al biglietto) che in un’oretta ci porterà alla Stazione Centrale di Palermo; durante il tragitto passiamo da Capaci, proprio dove il 23 Maggio del 1992 Falcone e la sua scorta persero la vita nel tristemente famoso attentato dinamitardo; da qualche anno è stato eretto un monumento a perpetuo ricordo, una sorta di obelisco posto proprio dove accadde il misfatto.

Appena arrivati a Palermo, zaino in spalla ne approfittiamo per concederci il nostro primo giretto per le vie del centro; ci aggiriamo con rilassatezza fino ai quattro canti, crocevia seicentesco e vero punto nevralgico dell’intera città; ci concediamo una brioche con gelato (per le granite sembra essere ancora presto) camminando su Via Maqueda, dove incrociamo i due più famosi teatri cittadini , il Politeama ed il Teatro Massimo, che è il terzo più grande in Europa, ci tiene a sottolineare un vecchietto che interviene orgoglioso nella nostra discussione.

C’è molta gente per le strade e le vie dello shopping sono intasate di traffico; in giro tante persone con la sciarpa rosanaro al collo, un paio d’ore dopo c’è l’anticipo serale che il Palermo vincerà 2-0 contro l’Avellino; fossi stato solo ne avrei approfittato per andare alla Favorita, essendo in viaggio con la mia ragazza, per questa volta desisto.  Il Palermo procede  a vele spiegate verso la promozione diretta in Serie A e l’entusiasmo si respira nell’aria: per tutta la città volantini, murales, scritte sui muri testimoniano l’entusiasmo crescente verso la squadra.

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Ci inoltriamo nel quartiere popolare della Vucciria, dove si vive l’anima più popolare di Palermo: bancarelle di pesce, carne, venditori ambulanti di panelle , pane ca’meusa , motorini, schiamazzi ed odori.

Murales sui muri di case decadenti ma molto affascinanti fanno da sfondo a localini alla moda dove sembra ritrovarsi la gioventù panormita alternativa.

Ci infiliamo per cena in un ristorantino sul corso Vittorio Emanuele, e un piatto di spaghetti ai frutti di mare ci riconcilia con la vita.

Abbiamo la fortuna di pernottare presso degli amici del fratello della mia ragazza, nella zona (anch’essa popolare) della Kalsa, uno spaccato della vecchia Palermo battuta dal vento a due passi dal porto.

Il mattino seguente la pioggia non ci ferma e decidiamo di visitare le famose Catacombe Cappuccine (ingresso Euro 3,00) dove tra la fine del 1500 e gli inizi del ‘900 sono stati disseccati più di 8000 corpi.  Il memento mori più imponente del Mondo, trova il suo apice (…) con le spoglie della piccola Rosalia, morta a soli due anni nel 1920 con il suo corpo ancora perfettamente intatto, che pare solo dormiente.

Finita la visita, camminiamo per le vie di una Palermo bagnata dalla pioggerellina, visitiamo la Cattedrale dove è stata allestita al suo interno una mostra fotografica in memoria di Don Puglisi (nella stessa cattedrale si trovano le sue spoglie), il prete ucciso dalla mafia nel quartiere di Brancaccio dove faceva opera di sottrazione dei giovani alla malavita.

La pioggia ci da un attimo di tregua e ci infiliamo nel famoso mercato di Ballarò: farebbe forse un torto a questa splendida città affermare che la sua principale attrazione sono i suoi mercati, ma per degli amanti come noi dell’anima vera e popolare dei luoghi  che visitiamo, questa affermazione corrisponde quasi a una verità assoluta. Ballarò (molto più esteso delle Vucciria) offre veramente di tutto, un grande mercato che si snoda per le strette vie a ridosso dell’Università, una calca di umanità viva, orgogliosa, urlante e fiera.

Ne approfittiamo per pranzare, gustando la famosa cucina di strada palermitana da uno dei tanti ambulanti attrezzati con tavoli e sedie: frittura di calamari, pane e panelle, crocchette, patatine fritte  e una bottiglia d’acqua naturale (il tutto per due persone) a 9,00 Euro in totale.

Dopo pranzo, terminiamo il giro nel mercato, visitiamo la fontana Pretoria e ci dirigiamo verso le vie del centro, ma ormai è tardo pomeriggio, e complice la pioggia battente, c’è in giro poca gente. Per cena ci fidiamo del consiglio degli amici siciliani e andiamo alla Casa del Brodo, trattoria secolare che espone le foto delle celebrità che li si son rifocillate, da Placido a Wenders, da Ferrara a Miccoli passando per i nostri “amati” politici.

Ambiente un po’ troppo formale per i nostri gusti e neanche troppo a buon mercato (menù fissi sui  15 Euro, alla carta si sta sui 20 Euro).  La Domenica mattino, torna un po’ di sole e appena fuori da casa, per le vie intorno al giardino Garibaldi, si snoda un bel mercato delle pulci, mia grande passione, dove passiamo un’oretta abbondante e dove trovo ad un prezzo ridicolo (Euro 4,00) un volume celebrativo della vittoria della nazionale italiana a mondiali di Spagna 1982.

palemmo3Terminato il giro al mercatino dell’usato, dopo una bella camminata, prendiamo un bus da Piazza Sturzo, che al costo di Euro 1,40 ci porta alla spiaggia di Mondello, una dozzina di Km fuori da Palermo. La giornata è tersa, il clima ottimale, c’è un raduno di Vespisti proveniente da tutta l’isola che mi fa rivivere per un attimo una sorta di Quadrophenia in salsa siciliana. Il mare è limpido, la spiaggia lunga, pranziamo con le solite specialità del posto (il fritto sembra essere obbligatorio !) per pochi piccioli al bar di uno stabilimento balneare.

Passiamo un pomeriggio di relax in questa cittadina dal gusto chic con villini in stile liberty, barchette ormeggiate al molo e bancarelle di agrumi sul lungomare.

Tornati a Palermo in tarda serata ci concediamo una pizza in un bel ristorantino dietro casa (10 Euro in due !!) .  E’ già Lunedì, e le ore che precedono il volo di rientro le passiamo all’Orto Botanico, vero rifugio romantico ed oasi di silenzio in pieno centro cittadino.

 Fra un mastodontico Ficus, piante tropicali, serre e laghetti, anche per i non amanti del genere (come noi del resto) è una vera e propria sorpresa, ed i 5 Euro pagati per l’ingresso devo dire che sono ben spesi; un’esperienza che non credevo potesse piacermi ma che invece  mi ha sorpreso piacevolmente.

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La nostra gita a Palermo volge al termine; una meta very low cost che mi sento di consigliare anche a chi come noi ha da spendere giusto un weekend lungo.

Pensavo a Palermo di trovare una tipica città del Sud Italia (e per certi versi lo è anche), ma a differenza di tante belle mete del nostro meridione, ho trovato una città e gente dai tratti diametralmente opposti al chiasso e il colore tipici di altre zone, un’indole differente: silenziosa, discreta, sommessa, poco incline agli eccessi.

Ho trovato una città fantastica, alla portata di tutti e facilmente visitabile a piedi  che mi ha dato lo spunto e la voglia di approfondire il discorso Sicilia, che merita d’altronde ben più di un weekend per essere ammirata e scoperta.

 

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Arrivederci Sicilia, ci rivedremo presto !

South italy: Apulia (2)

If you are planning to visit italy, think about a different tour. Italy is not only big famed cities.

In my opinion Apulia is a great opportunity to discover a real italian region.

Apulia is the homeland of best italian grapes and therefore wine, as well as olives and its extra virgin oil

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Apulia is the homeland of lovely towns (oldest in italy as first ancient greeks colonies) and warm sun

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Ionian sea is the best italian sea (not considering islands), as you can see below:

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Apulia is homeland of one of the best (and healthy) italian cuisine, typical mediterranean diet with delicious vegetables, fresh fish and meat

fave apuliafood

People are friendly and proud of their loved land

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