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Grottaglie: sun, ceramics, wine, street-art, food, oil…

11659259_584376468371707_1423215247769718508_nRaise your hand if you have ever heard of Grottaglie? I bet only few of you can, and that’s a real pity!

Grottaglie is the capital of ceramic in South italy.

The town can be reached via air through 2 airports, Bari and Brindisi, both within less than 100 km.

It’s a beautiful, though not touristic, town in Apulia, a region that has been re-named by british as salentoshire and trullishire, due to the raising number of english travellers in love with this region.

And I can’t agree more!

There are so many reasons to visit this land, I’ll try to list few:

-Weather

Expect a warm sun, almost the whole year, during summer time, expect a really warm weather! 🙂

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– Landscape

Ionian sea is only 20 km far, it’s the most beautiful sea in continental italy. Adriatic sea is only 60 km far. Ideal for an affordable coast-to-coast. In land is very green and refreshing, with pine forests, fertile soil to grow olives,  tomatoes, almonds and every good product.

Another interesting caratheristic are the ‘gravine’ kind of caves in natural canyons, where the ancient population lived many centuries ago

10426306_583488435127177_4928090071757577982_n-Food and wine

You might not be aware of the fact that an high % of the wine produced in italy has a base made with grapes from this land. The wine ‘Primitivo di Manduria’ (a town far only few km from Grottaglie) is a must to try.

As mentioned in the landscape, here you can try wonderful BIO products from agriculture. Tomatoes, almonds, grapes, olives, all sort of salads, watermelon and so on…

My recommendation is to enjoy a great dinner at ‘Casa Lacorte‘, in the historical part of the town. This newly open restaurant has an amazing terrace and also the internal part is very nice. A must to try is the fave’s cream (see picture)!

streetart-Street-art

Grottaglie has one of the biggest historical centre in the whole region.

Few years ago a talented and smart young local decided to invite the most famous street artists from Europe, to redecorate streets and buildings.

Unfortunately the festival (FAME) had been active only for few years, however the pieces of ART are still visible all around the town.

Take a stroll and admire all of them, there are many huge graffiti taking the whole building, as well as smaller ones.

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-Ceramic

Art lovers will find Grottaglie a paradise also for its ceramics.

The city is considered the ‘capital’ of this ancient art.

There is a nice neighborhood/district all dedicated to small stands and shops, where you can fine real pieces of handcraft art.

Everywhere entrance is free, feel free to ask about the products (however english is not widely spoken, you know italians :)…), take pictures and admire the steps of the long process and creation of a ceramic pitchers, jars, urns…

Grottaglie has an old castle, entrance is free together with its museum of ceramics.

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Despite the evident language barriers, do not hesitate to ask for any information.

Locals are incredibly nice and kind and will do their best to help out.

The atmosphere in town is really easy-going, we are in deep South italy, stress is something far from the daily life.

Expect shops to be closed after lunch, until 16 or even 17, because ‘siesta’ is not only a spanish habbit!

Best meeting point for a nice chat with locals is Bar delle Torri. The owners, Ciro and Saverio have created a very pleasant place where to have a drink and in general, good time.

1610955_581683475307673_437586920087772042_n-Extra virgin olive oil

Well…this is something that you should try!

Here is the best place at very good price.

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Palermo (raccontata dall’amico Marco)

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Innanzitutto, un piccolo ma doveroso preambolo: sono ospite di queste bellissime pagine del mio amico Pedro, che ogni volta che ho la fortuna ed il privilegio di leggerlo nelle sue avventure e nei suoi viaggi, mi fa respirare quello che potrei chiamare semplicemente  “vivere in libertà” senza però rendere piena giustizia al suo fantastico progetto.

Detto questo spero di essere all’altezza e spero per chi mi legge di farlo sentire anche in minima parte come mi sento io quando leggo dei viaggi di Pedro.

 

    

PALERMO

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Prima volta per me a Palermo e prima volta per me in Sicilia.  Mi son sempre vergognato un po’ di pronunciare la fatidica frase “no, non ci son mai stato”, ma tant’è, anzi ma tant’era perché adesso ho (in minima parte, of course) rimediato a tale gravissima mancanza.

Sono stato un po’  ovunque nella mia vita (ho avuto questa inestimabile fortuna):  dal deserto Australiano alla periferia di Hong Kong, dalle terme islandesi alle baraccopoli indiane passando per le strade di Brooklyn e le chiese ortodosse russe, ma fino a ieri, mai in Sicilia. Che vergogna !

 Questo piccola parentesi per ricordarmi una volta in più quanto le bellezze e le unicità di casa nostra vengano spesso snobbate a favore di mete più esotiche e sulla carta più misteriose…

Arriviamo a Palermo per il classico weekend lungo, siamo io e la Cinzia, la mia ragazza: partenza Venerdì in mattinata e ritorno il Lunedì in serata.

Che cosa mi aspetto da Palermo ? Palermo l’ho sempre e solo vista nei film e letta nei libri, ma quale sarà la vera Palermo, la Palermo che troverò , quella che mi colpirà maggiormente?

Sarà la cinica Palermo di Wim Wenders ? Sarà la Palermo de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa o quella di Sciascia ? Sarà la Palermo raccontata nei film cult della mia adolescenza (“Ragazzi fuori “ e “Mery per sempre”) o quella ritratta da Guttuso ?

Volo EasyJet, da 50 Euro e qualcosa prenotato a Natale, arrivo in orario a Punta Raisi: sono le 14,30 del pomeriggio e il sole che avevamo lasciato a Milano ci accoglie anche al nostro arrivo.

Prendiamo fuori dall’aeroporto un bus (Euro 6,30 al biglietto) che in un’oretta ci porterà alla Stazione Centrale di Palermo; durante il tragitto passiamo da Capaci, proprio dove il 23 Maggio del 1992 Falcone e la sua scorta persero la vita nel tristemente famoso attentato dinamitardo; da qualche anno è stato eretto un monumento a perpetuo ricordo, una sorta di obelisco posto proprio dove accadde il misfatto.

Appena arrivati a Palermo, zaino in spalla ne approfittiamo per concederci il nostro primo giretto per le vie del centro; ci aggiriamo con rilassatezza fino ai quattro canti, crocevia seicentesco e vero punto nevralgico dell’intera città; ci concediamo una brioche con gelato (per le granite sembra essere ancora presto) camminando su Via Maqueda, dove incrociamo i due più famosi teatri cittadini , il Politeama ed il Teatro Massimo, che è il terzo più grande in Europa, ci tiene a sottolineare un vecchietto che interviene orgoglioso nella nostra discussione.

C’è molta gente per le strade e le vie dello shopping sono intasate di traffico; in giro tante persone con la sciarpa rosanaro al collo, un paio d’ore dopo c’è l’anticipo serale che il Palermo vincerà 2-0 contro l’Avellino; fossi stato solo ne avrei approfittato per andare alla Favorita, essendo in viaggio con la mia ragazza, per questa volta desisto.  Il Palermo procede  a vele spiegate verso la promozione diretta in Serie A e l’entusiasmo si respira nell’aria: per tutta la città volantini, murales, scritte sui muri testimoniano l’entusiasmo crescente verso la squadra.

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Ci inoltriamo nel quartiere popolare della Vucciria, dove si vive l’anima più popolare di Palermo: bancarelle di pesce, carne, venditori ambulanti di panelle , pane ca’meusa , motorini, schiamazzi ed odori.

Murales sui muri di case decadenti ma molto affascinanti fanno da sfondo a localini alla moda dove sembra ritrovarsi la gioventù panormita alternativa.

Ci infiliamo per cena in un ristorantino sul corso Vittorio Emanuele, e un piatto di spaghetti ai frutti di mare ci riconcilia con la vita.

Abbiamo la fortuna di pernottare presso degli amici del fratello della mia ragazza, nella zona (anch’essa popolare) della Kalsa, uno spaccato della vecchia Palermo battuta dal vento a due passi dal porto.

Il mattino seguente la pioggia non ci ferma e decidiamo di visitare le famose Catacombe Cappuccine (ingresso Euro 3,00) dove tra la fine del 1500 e gli inizi del ‘900 sono stati disseccati più di 8000 corpi.  Il memento mori più imponente del Mondo, trova il suo apice (…) con le spoglie della piccola Rosalia, morta a soli due anni nel 1920 con il suo corpo ancora perfettamente intatto, che pare solo dormiente.

Finita la visita, camminiamo per le vie di una Palermo bagnata dalla pioggerellina, visitiamo la Cattedrale dove è stata allestita al suo interno una mostra fotografica in memoria di Don Puglisi (nella stessa cattedrale si trovano le sue spoglie), il prete ucciso dalla mafia nel quartiere di Brancaccio dove faceva opera di sottrazione dei giovani alla malavita.

La pioggia ci da un attimo di tregua e ci infiliamo nel famoso mercato di Ballarò: farebbe forse un torto a questa splendida città affermare che la sua principale attrazione sono i suoi mercati, ma per degli amanti come noi dell’anima vera e popolare dei luoghi  che visitiamo, questa affermazione corrisponde quasi a una verità assoluta. Ballarò (molto più esteso delle Vucciria) offre veramente di tutto, un grande mercato che si snoda per le strette vie a ridosso dell’Università, una calca di umanità viva, orgogliosa, urlante e fiera.

Ne approfittiamo per pranzare, gustando la famosa cucina di strada palermitana da uno dei tanti ambulanti attrezzati con tavoli e sedie: frittura di calamari, pane e panelle, crocchette, patatine fritte  e una bottiglia d’acqua naturale (il tutto per due persone) a 9,00 Euro in totale.

Dopo pranzo, terminiamo il giro nel mercato, visitiamo la fontana Pretoria e ci dirigiamo verso le vie del centro, ma ormai è tardo pomeriggio, e complice la pioggia battente, c’è in giro poca gente. Per cena ci fidiamo del consiglio degli amici siciliani e andiamo alla Casa del Brodo, trattoria secolare che espone le foto delle celebrità che li si son rifocillate, da Placido a Wenders, da Ferrara a Miccoli passando per i nostri “amati” politici.

Ambiente un po’ troppo formale per i nostri gusti e neanche troppo a buon mercato (menù fissi sui  15 Euro, alla carta si sta sui 20 Euro).  La Domenica mattino, torna un po’ di sole e appena fuori da casa, per le vie intorno al giardino Garibaldi, si snoda un bel mercato delle pulci, mia grande passione, dove passiamo un’oretta abbondante e dove trovo ad un prezzo ridicolo (Euro 4,00) un volume celebrativo della vittoria della nazionale italiana a mondiali di Spagna 1982.

palemmo3Terminato il giro al mercatino dell’usato, dopo una bella camminata, prendiamo un bus da Piazza Sturzo, che al costo di Euro 1,40 ci porta alla spiaggia di Mondello, una dozzina di Km fuori da Palermo. La giornata è tersa, il clima ottimale, c’è un raduno di Vespisti proveniente da tutta l’isola che mi fa rivivere per un attimo una sorta di Quadrophenia in salsa siciliana. Il mare è limpido, la spiaggia lunga, pranziamo con le solite specialità del posto (il fritto sembra essere obbligatorio !) per pochi piccioli al bar di uno stabilimento balneare.

Passiamo un pomeriggio di relax in questa cittadina dal gusto chic con villini in stile liberty, barchette ormeggiate al molo e bancarelle di agrumi sul lungomare.

Tornati a Palermo in tarda serata ci concediamo una pizza in un bel ristorantino dietro casa (10 Euro in due !!) .  E’ già Lunedì, e le ore che precedono il volo di rientro le passiamo all’Orto Botanico, vero rifugio romantico ed oasi di silenzio in pieno centro cittadino.

 Fra un mastodontico Ficus, piante tropicali, serre e laghetti, anche per i non amanti del genere (come noi del resto) è una vera e propria sorpresa, ed i 5 Euro pagati per l’ingresso devo dire che sono ben spesi; un’esperienza che non credevo potesse piacermi ma che invece  mi ha sorpreso piacevolmente.

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La nostra gita a Palermo volge al termine; una meta very low cost che mi sento di consigliare anche a chi come noi ha da spendere giusto un weekend lungo.

Pensavo a Palermo di trovare una tipica città del Sud Italia (e per certi versi lo è anche), ma a differenza di tante belle mete del nostro meridione, ho trovato una città e gente dai tratti diametralmente opposti al chiasso e il colore tipici di altre zone, un’indole differente: silenziosa, discreta, sommessa, poco incline agli eccessi.

Ho trovato una città fantastica, alla portata di tutti e facilmente visitabile a piedi  che mi ha dato lo spunto e la voglia di approfondire il discorso Sicilia, che merita d’altronde ben più di un weekend per essere ammirata e scoperta.

 

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Arrivederci Sicilia, ci rivedremo presto !

Summer 2013 is over (…?…)

summer1It has been a looong summer, spent in deep South italy, with friends and family, sun (sometime unexpected rain…) and sea.

 

Here my last pictures from Taranto, Apulia, South italy!

 

My favorite beach, ‘Jamaica’, so called for several reasons… 🙂

 

 

summer It wasn’t (surprisingly, I’ve never experienced such cold summer here!) always sunny

summer3 However sun is always ready to show up!

summer4 ready for new wine?

summer5 Taranto breakfast with local beer (Raffo) and focaccia, at the fishermen harbour

summer2 Yes, it’s really over…