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Diario di viaggio: Macedonia & Albania

2012-11-24 13.17.40Viaggiando in Europa può capitare di lasciarsi sfuggire delle mete e dei paesi che non rientrano nei grossi circuiti turistici, per questo motivo, nel ottobre del 2012 decido di visitare la Macedonia, la regione del Kosovo e l’Albania.

Il viaggio inizia da milano, la partenza per Skopje è di venerdì mattina, all’arrivo in aeroporto cerco il bus che porta direttamente in centro. Il prezzo di questo servizio è aumentato rispetto a pochi mesi fa, evidentemente più gente si sta interessando alla capitale macedone, grazie anche ai voli davvero low-cost.

Il tragitto fino al centro scopre una terra brulla, decadente e semi abbandonata, non ne sono sorpreso. Mi metto alla ricerca dell’ostello, senza qualche difficoltà iniziale, le persone a cui chiedo non parlano l’inglese. Per fortuna la scelta dell’ostello mi soddisfa pienamente, lo Shanti 2 è carino, non distante dal centro, la ragazza alla reception mi da le info necessarie a visitare la città, che raggiungo seguendo il corso del fiume.

In centro mi sorprende il mix architettonico di pessimo gusto, decine di grosse statue, tra le quali l’enorme statua del guerriero a cavallo (che raffigura Alessandro magno ma non può essere detto vista la disputa diplomatica con la Grecia), i nuovi palazzi in costruzione sulla riva del fiume in stile neo classico moderno che sono un pugno nell’occhio, ricordando il kitch americano a las vegas.

2012-11-23 14.28.12Tutto questo a pochi metri dal vecchio ponte che porta al quartiere arabo, con la moschea ed il bazar. Skopje è stata distrutta da un violento terremoto e non ha molti edifici storici, la vecchia stazione ferroviaria è stata lasciata quasi intatta, con l’orologio che segna l’ora del terribile evento, a ricordo di quel triste giorno. In serata incontro un ragazzo tramite il sto di couchsurfing, Alex mi fa fare un giro in centro, spiegandomi un po’ di storia del paese, poi torno in ostello dove trascorro qualche ora a parlare con qualche altro ospite, decidiamo di andare a visitare le montagne di Matka il mattino seguente.

 

 

2012-11-24 13.38.56Appena svegliato vado a fare colazione (inclusa nel prezzo) nella cucina e scopro di conoscere una ragazza che vive a Brno. Insieme a due ragazzi tedeschi andiamo alla stazione dei bus, prendiamo un vecchissimo bus che in meno di mezz’ora ci porta a destinazione, Matka è stupenda, con un’affascinante chiesetta da visitare, facciamo una bellissima passeggiata, la giornata è incredibilmente calda e soleggiata per essere in autunno inoltrato, la compagnia dei due tedeschi è gradevole, Markus ha origini brasiliane, viaggia e studia, è interessato all’oriente e andrà in corea il prossimo anno.

Torniamo in centro nel tardo pomeriggio, vado nel vicino ipermercato a comprare delle bottiglie d’acqua e noto come sia deserto, in altri paesi di sabato pomeriggio sarebbe stato superaffollato.

In serata è ora di provare la famosa rakja in un rakja bar nel quartiere arabo, il gruppo di ospiti dell’ostello suggerisce di andare in un locale nei pressi della statua centrale, molti sono studenti erasmus, quando decidono di cambiare posto saluto e torno in ostello.

 

 

2012-11-25 13.55.56

La domenica mattina dopo un’abbondante colazione la voglio trascorrere in centro, per le vie è pieno di bandiere albanesi, si avvicina la celebrazione per il centenario dell’indipendenza di questo paese e la comunità albanese è molto numerosa e folkloristica, scooter sfilano con 3 o 4 persone a bordo, auto bardate con persone che si sporgono dai finestrini, con i due ragazzi tedeschi decidiamo di andare a visitare il millennium cross, l’enorme chiesa che sovrasta il monte alle spalle di Skopje, si raggiunge con un bus cittadino che porta alla cabinovia. La vista della città dalla vetta è spettacolare.

Il lunedì mattina in ostello incontro un ragazzo di marsiglia che mi racconto del suo viaggio che dura da 2 anni, sta ritornando a casa dalla cambogia, tutto via terra, complimenti!!! Oggi devo rimettermi in viaggio, destinazione Prizren, in Kosovo. Ritornerò a Skopje tra qualche giorno, prenoto un letto nello stesso ostello. Il viaggio in bus è un po’ noioso, nessuno con cui parlare, oltrepassato il confine macedone entriamo in Kosovo, una regione indipendente che non è riconosciuta come nazione da Spagna, Russia, Slovacchia ed altri paesi, anche io lo considero parte della Serbia. Inoltre al confine si vedono principalmente bandiere albanesi, quelle del Kosovo sono rare.

eveningDopo qualche km il bus si ferma, l’autista dice qualcosa, tutti scendono e scaricano i bagagli, aspettiamo un altro bus, il nuovo autista fuma mentre guida, facendomi sperare che il viaggio finisca il prima possibile. Passiamo attraverso tanti paesini e noto come ci siano tantissimi bambini in strada. Arriviamo a Prizren e mi metto alla ricerca dell’ostello e poi visito la cittadina, con un bel centro storico, una fortezza sulla cima della montagna. Mi godo un piatto di burek e yogurt in un locale in centro, ci sono diversi militari delle forze ‘di pace’ onu, torno in ostello ed il ragazzo che lo gestisce mi invita ad assistere alle celebrazioni per la festa dell’indipendenza, andiamo in un teatro dove si esibiscono in balli, canzoni e recitazione di poesie tradizionali e patriottiche albanesi. Quando torniamo in ostello discutiamo a lungo di politica, storia ed altro insieme ad un ospite polacco. Ci raggiunge anche il poeta, che vive in Canada, mi racconta qualcosa della cultura albanese, della vendetta, che proviene da un’antica legge e usanza ancora in vigore in questo paese, per la quale se un componente di un nucleo familiare uccide qualcuno di un’altra famiglia qualsiasi maschio adulto della famiglia che ha commesso l’omicidio, può essere vittima della vendetta.

2012-11-27 12.57.25Il mattino seguente voglio visitare Mitrovica, un piccolo paese simbolo della contrapposizione tra serbi e albanesi. Al mattino accompagno Matthias, un ragazzo tedesco che era in camera con me alla stazione dei bus, lui va a Pristina e trova un passaggio da un’autista di un TIR, io prendo il bus per Kosovska Mitrovica, facciamo scalo a Pristina ‘capitale’ del Kosovo, il bus successivo è pienissimo, quasi tutti ragazzi che vengono a Pristina a studiare, mi intrattengo a parlare con uno dei ragazzi, mi spiega che il 70% della popolazione qui  ha meno di 22 anni, un po’ come conseguenza della guerra, un po’ per l’elevato numero di figli per famiglia. Sulla strada noto l’abbandono di molte terre, in alcuni cimiteri le mucche pascolano tranquillamente, il giovane mi racconta di come è cresciuto dopo la guerra, della povertà, ma è molto positivo, vuole giocare a calcio e diventare famoso, non odia i serbi, vuole solo essere felice.

mitrovicabridgeFinalmente arrivo, sono nella zona a maggioranza albanese, la cittadina è divisa da un fiume, il ponte che collega le due parti è sorvegliato da contingenti armati dell’onu, ci sono dei blindati dei carabinieri italiani, mi incammino a piedi, passando dalle bandiere albanesi, americane e della EU alla zona serba, con bandiere di questo paese. L’ambiente è diverso, se da una parte si sta avvicinando la grande festa dell’indipendenza, da questa si preferisce restare nei cafè, forse anche per non ascoltare la felicità degli avversari.

Mi fermo a mangiare qualcosa in un panificio/bistrò ma non ho con me i dinari serbi, chiedo se posso pagare il delizioso burek in € e vengo accontentato subito. Se le strade sono vuote noto come i bar ed i pub siano pieni, l’altissimo tasso di disoccupazione fa si che in pochi siano a lavorare durante il giorno.

mitrovicaortodoxVisito la bella chiesa ortodossa in cima alla collina, da cui si vede tutta la città e le montagne circostanti, poi scendo verso il ponte decidendo di tornare verso l’ostello, non prima di assistere ad un gruppo di giovani albanesi che provoca alcuni ragazzi sulla sponda opposta del fiume. Qui l’odio è una questione quotidiana.

Il bus per Prizren si ferma a Pristina, devo aspettare un’ora circa e decido di fare qualche passo in città, palazzoni in stile sovietico sono ovunque, mi fermo a fotografare la statua per bill clinton, a questo punto non vale la pena continuare, preferisco tornare alla stazione dei bus ad aspettare.

Mercoledì, parto per Tirana, decidendo di arrivarci in autostop, le auto che passano si scusano se non possono darmi un passaggio, finchè si ferma una mercedes, mi dice di salire, mi porterà ad un paese e li mi lascerà ad un amico che ha un mini-bus per Tirana. Sono un po’ scettico ma accetto, superiamo il confine albanese ed arriviamo a Kukes, un paese con palazzoni e negozi. Salgo sul mini-bus e ripartiamo.

2012-11-29 15.40.33Raggiungiamo la capitale in un paio d’ore, nelle strade mi stupisce l’alto numero di lavaggi auto, lavazzi in lingua locale. Rimaniamo bloccati nel traffico, oggi è il grande giorno, la festa nazionale e centinaia di migliaia di persone sono in città per l’evento. Veniamo lasciati a circa 3 km dal centro, li percorro scambiando qualche parola con un ragazzo che mi fa mille domande sull’italia, seguiamo la massa di gente, arrivo in una grande piazza ed inizio a chiedere informazioni sull’ostello, che raggiungo quando stavo iniziando ad accusare la stanchezza. Per pura coincidenza incontro Matthias, il ragazzo tedesco che era in camera con me a Prizren, giriamo la città, assistiamo alla celebrazione, all’enorme torta che viene tagliata dal presidente albanese ed abbandonata all’assalto della gente. Mi stupisco della sobrietà e dell’ordine, della pulizia, gente che balla, mangia, canta e pochissimo sporco in strada. Con Matthias andiamo a bere in un pub, ascoltiamo per decine di volte la canzone nazionalista che tutti cantano con passione. Cerchiamo di entrare in qualche club, ma sono in molti che vogliono festeggiare e le nostre facce ‘europee’ non ci sono di grosso aiuto. Rientriamo in ostello, dove continuano i festeggiamenti, dormo male, tra puzza di fumo che arriva fino in camera e rumori fino all’alba.

2012-11-28 19.41.44Il giorno dopo saluto l’amico tedesco, anche lui è un esperto viaggiatore seppure sia molto giovane, ci ritroveremo a Skopje in due giorni. Mi metto in cammino per scoprire Tirana, arrivo al cinema dove si tiene il festival internazionale, vedo un paio di cortometraggi e poi decido di ritornare in centro, percorro il viale del fiume dove si scorgono le montagne appena fuori dalla città, poi visito la zona della moschea principale, scopro che c’è una via dedicata a george bush, che conferma l’impressione negativa che ho maturato.

In ostello conosco una ragazza italiana che mi racconta la sua esperienza, è una fotografa che si sta dedicando ad un fenomeno presente in alcuni paesi albanesi dove ci sono donne che decidono di vivere da uomini. Mi fa vedere qualche foto e mi racconta qualche particolare, di come vivano questa situazione centinaia di donne, che si vestono, lavorano e comportano come se fossero uomini.

La mattina del venerdì raggiungo la zona dove partono i mini-bus per la macedonia, il viaggio per Skopje sarebbe troppo lungo e noioso, decido di arrivarci passando dal lago di Ohrid, al confine tra Albania e Macedonia. Il viaggio in van è lungo, le strade sono strette e tortuose, l’autista fuma, l’unica musica che danno in radio è musica folk albanese. Il mini-bus mi lascia sulla strada che porta al confine.

2012-11-30 10.56.06Percorro a piedi il tragitto, supero il check albanese, un poliziotto visto il passaporto italiano mi chiede consigli sui risultati delle partite di calcio che si disputeranno, vuole scommettere sul milan vincente a Catania, io preferirei vincesse la squadra di casa ma aveva ragione lui. Una volta in Macedonia mi metto a fare autostop ma le poche macchine che passano mi superano senza fermarsi, per fortuna non piove, anche se c’è qualche nuvolone minaccioso, mi metto in cammino verso Struga, un paesino bagnato dal lago Ohrid.

Speravo di avere più fortuna, invece devo camminare per più di 10 km, con lo zaino in spalla e gli anfibi ai piedi (vedi foto in basso), quando finalmente un auto si ferma mancano pochi km al paese, ma meglio di niente.

 

ohridlakeSono stanchissimo ma non posso non andare sulla riva del lago, in estate è una meta turistica molto frequentata, è uno dei laghi più profondi in Europa. Cerco un ristorante per mangiare e riposare le gambe. Nel pomeriggio cerco un bus per Skopje, mi informano che ne è appena partito uno e per il prossimo devo aspettare 3 ore circa, ritorno sul lago per far trascorrere il tempo, arrivo in tarda serata a Skopje, per fortuna so già dove si trova l’ostello, non vedo l’ora di riposarmi, vado in camera ma trovo Matthias con i suoi amici tedeschi, mi dicono che in ostello c’è un gruppo di ragazze che studiano a Ljubliana e che stanno trascorrendo il weekend qui. Mi invitano ad uscire con loro, andiamo a mangiare in un ristorante tipico a pochi metri dall’ostello, con pochissimo mangiamo degli ottimi cevapci con contorni vari e beviamo la birra locale, skopsko. Rientriamo in ostello ed incontriamo il gruppo di ragazze, stanno già bevendo e si preparano alla notte. Io vado a riposare un poco, li raggiungo dopo un paio d’ore, sono già molto ‘allegri’, andiamo in una discoteca vicino la piazza della statua di Alessandro magno, provo a divertirmi ma sono troppo stanco per tirare tardi come loro, verso le 3 saluto e rientro in camera, sapendo che verrò svegliato al loro rientro.

Il sabato lo trascorro in compagnia di Ari, un ragazzo di Skopje di origini albanesi, conosciuto tramite amici serbi, che mi porta in giro per la città, facendomi vedere lo stadio di calcio del Vardar, il palazzetto dove si gioca il basket (nei balcani è uno sport seguitissimo), poi andiamo sulla montagna dove c’è il millennium cross a vedere la vista della città dall’alto, mangiamo un burek nel quartiere albanese, mi racconta delle tensioni tra le due comunità più numerose, macedone ed albanese, delle difficoltà che sta affrontando questo paese povero, visitiamo il quartiere rom più grande d’europa, sutka.

skopjeniteTorno in ostello, prendo lo zaino e saluto, ho un bus che mi porta in aeroporto verso le 23, dormirò li in attesa del mio volo il mattino presto, in una settimana ho visto ed imparato abbastanza sull’albania e la Macedonia, terre di gente fiera ed orgogliosa, gentile ed ospitale, che vale la pena conoscere.

 

 

 

 

 

mitrovicabridgenonato Kosovska Mitrovica, parte serba

2012-11-29 12.44.13 Tirana…via george WC bush

walkohridlake verso il lago di Ohrid

burek  burek

hiking  Matka

muslim    skopje street art

transportation skopje…

turkishmarket bazar di Skopje

walkalbania  confine albanese-macedone

adventurous a piedi fino a Struga…

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Moldova (and Transinistria)

This was an interesting destination!

Especially the region of Transinistria, a self declared state (unrecognized but with its own currency, army, president…) that caused, in 1992, a war with Moldova.

Below some pictures of my stay at Chisinau (capital of Moldova) and my daily trip to Tiraspol (‘capital’ of Transinistria):

 

2013-06-04 08.53.18 2013-06-04 16.38.59  On the road…

2013-06-04 16.41.30 2013-06-04 19.44.29 First hours in Chisinau

2013-06-04 19.45.03 2013-06-04 19.45.29

2013-06-04 19.45.41 2013-06-04 20.23.21

I liked the parks, people gathering outside and the tasty, cheap local fast food (as well as local beer…)

2013-06-04 19.46.57 2013-06-04 20.11.38  2013-06-04 20.52.06 2013-06-04 21.58.38  2013-06-05 08.05.58 2013-06-05 09.41.20 2013-06-05 09.41.56 2013-06-05 09.45.43   daylife @ Chisinau

2013-06-05 09.50.02 2013-06-05 10.02.08 2013-06-05 09.59.18

2013-06-05 10.00.59 clean city overall, in italy is much worst!

2013-06-05 10.07.07 Not sure why these 2 local policemen are wearing an italian ‘carabinieri’ jacket…

 

2013-06-05 10.12.39  2013-06-05 10.23.33

2013-06-05 10.27.18 2013-06-05 10.21.47 Sport is important!!! young kickboxing training at city park in the morning

 

2013-06-05 10.53.29 2013-06-05 10.58.03 Trading is important too! Very interesting to see Chisinau busy market

 

2013-06-05 11.02.39 2013-06-05 11.09.58 2013-06-05 11.13.24 2013-06-05 12.27.17

 

Direction Transinistria (Pridnestrovie/Transdniestria…)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! I had the pleasure to meet Mike, a Couchsurfer living in Tiraspol who guided me and provided me with many good info about his own country. Thanks a gain, Mike!

Before going there I read many comments regarding people facing problems crossing the ‘border’. In my experience everything was fine, it’s only a waste of time to queue for the ‘registration’. None asked for a bribe or similar. You only have to keep the registration for the return journey to Chisinau. One more annoying thing is that the form is only in cyrillic and russian language…

 

2013-06-05 12.55.18 2013-06-05 13.55.09 on the minivan; the ‘border’ 2013-06-05 14.22.49 2013-06-05 14.25.11 Bender; russian check-point 2013-06-05 14.25.25 2013-06-05 14.29.59 Dniester river; Sherif Tiraspol FC 2013-06-05 14.30.35 2013-06-05 15.15.51 Soviet style!!! 2013-06-05 15.18.51 Local hero

2013-06-05 15.19.00 ‘Do you think is the right size for me?’ 🙂

2013-06-05 15.24.28

2013-06-05 15.24.44     Hate & Love

2013-06-05 15.27.56  2013-06-05 15.32.33 2013-06-05 17.21.20 Best organic beer ever! It’s from Transinistria and it expires after 10 days of production

2013-06-06 08.36.54 Good morning Chisinau! (few hours before my departure)

2013-06-06 09.37.20 Goodbye Chisinau!

Be careful! Scam at night train from Belgrade to Budapest

nightI would like to tell a bad experience I had while travelling on the overnight train from the Serbian capital, Belgrade, to the capital of Hungary, Budapest.
The price of the ticket, € 15, and a good company in the compartment, an American girl who I had met in Sofia and a funny Argentinian boy, made me thinking positively about this long journey.

However few minutes after the train left the platform problems began.
I must start by saying that I consider myself a fairly experienced traveller, I had already traveled the same route last year and I have very good friends both in Serbia and in Hungary, it means no prejudices.

While we were chatting about our travel experiences two agents came for checking the passports and registration of my  stay in Belgrade.
The hostel did not gave me anything either when I paid or at my departure, so I did not have the required certificate.

I was asked to follow the two policemen in an empty compartment where a scam play started.
Like in many movies, a young, short blonde hair was the good cop, while the older was the bad one, pretending that he did not even speak English, during a passport control on an international train …
Initially I was told that I risked ending up in court, that I should immediately get off from the train, follow them to the first police station and wait for process, the next morning, expecting to pay about 800 € fine.
After I stated that I had to get to Budapest, that the hostel did not provide me with anything and that I did not have that amount with me, the good cop told me that there was an alternative way to solve the problem.
His boss, the bad cop, could have declared that I had lost the certificate.

This procedure would have cost me only € 80 … It was clear what they wanted.
I had to convince the two officers that I had no money with me, that I was a budget traveller, that I hitchhiked most of my tour, that I spent the nights in hostels or hosted by friends and showing my almost empty wallet, they could not believe me, as for them an italian should carry more money in his wallet, probably they are not aware of historical and economic changes …

Eventually I had to give them € 15, plus 10 leva and 100 czech crowns.
Returning to my compartment I met other people, mostly young and honest travelers, who were waiting for the same treatment, a shameful behavior by the police.

Unfortunately the story is not over.
After the proper passport control, at the border – I was a bit scared that also these cops could have the same behavior – we organized ourselves to sleep, being three, we have combined the seats and we lay. The night was cold, with the air conditioning on all the time, so I slept badly, when we arrived in Budapest, at 6 am, I just wanted to get to the hostel and rest.
We were getting ready, taking our backpacks, when suddenly the Argentinian boy asked if we had seen his shoulder bag. We had a look in the narrow space in which we were, with no luck, there was only an explanation.
He had been robbed! Of everything! About 4000 USD, 300 €, credit cards, passport, cell phone and more.

What a disaster! Of course he was shocked, upset, sad and desperate. I could not believe it too, I spent the night almost awaked and I did not notice everything.

I knew that I could not let him down, without giving him a hand, he was not able to think clearly what to do and how to react at this situation. We went to the police office at the station, where none spoke english, so a translator was called and invited there to help. We spent almost 3 hours in the office, explaining what happened.

First thing he did was to call at home and ask to block the credit cards and, of course to explain the incident occurred.

Later on we went to the hostel I booked for me and a friend, we asked if we could leave also his backpack and go to the argentinian embassy, I also suggested to ask if they needed someone for a casual job, which could give him the opportunity to have a place where to spend the night and some small amount of money.

The story is long and it deserves to be written with all the details, for me it was a great lesson to be learnt, both for the part I was directly involved with police and for the one I was just a spectator.

So, follow me, I will soon tell you how it went…